"Ridateci lo striscione". E intorno allo stadio si scatena la guerriglia

Pomeriggio da far west prima del derby tra Genoa e Sampdoria. I tifosi si sono dati appuntamento e si sono scontrati vicino alla curva Nord, fuori dallo stadio Marassi

Genova - Un pomeriggio di ordinaria follia. Genova, quartiere Marassi: a poche centinaia di metri dallo stadio Luigi Ferraris, qualche ora prima del ritorno della stracittadina in serie A, due frange delle tifoserie rossoblucerchiate si sono date appuntamento, in pieno stile «far west».

Ora e via per vendicare, sembra, il ratto dello striscione: un vessillo rossoblù che i tifosi della Samp avrebbero rubato ad un club del Genoa mesi fa. Poco prima delle 16, in via Monticelli, circa trecento facinorosi, se le sono date di santa ragione. Due cortei distinti: quello rossoblu partito in piazza Alimonda in onore di Carlo Giuliani (il giovane morto durante il G8) giunto dalla zona di corso De Stefanis; quello blucerchiato da via Del Piano. Quindi lo scontro iniziato con lanci di bottiglie di vetro e bengala che sfioravano i tetti dei palazzi. Una azione da guerriglia urbana che si è aggravata quando le due fazioni sono arrivate alle mani. Due mazze da baseball e una decina di aste delle bandiere rinforzate con tubi di plastica che all'interno nascondevano spranghe di ferro faranno parte del bottino sequestrato dalle forze dell'ordine. Parapiglia generale, cassonetti rovesciati, un'auto data alle fiamme che è bruciata nella parte posteriore e un'altra ventina di macchine con vetri in frantumi e carrozzerie danneggiate.

Gli scontri sono durati 20 minuti, tanto ci ha messo la polizia ad intervenire per tentare di sedarli. All'arrivo delle camionette il «fuggi, fuggi» generale. Materiale sequestrato dalla Digos: aste, mazze da baseball e un coltello a serra manico con una lama di 10 centimetri trovato sotto una Fiat Seicento. Alla fine il bilancio è di quattro feriti lievi che sono stati trasportati all'ospedale San Martino in codice verde. Nessuno di loro era coinvolto negli scontri. Secondo i residenti, i tifosi feriti, quelli coinvolti nella rissa, sono molto di più e sono fuggiti sanguinanti per non essere fermati dalla polizia. L'androne di un palazzo è stato la scena di un violento pestaggio con un ragazzo rimasto a terra e soccorso dopo aver perso molto sangue. Quindi l'intervento dei mezzi dell'Amiu, la nettezza urbana genovese, che ha lavorato due ore per ripulire la zona e il tentativo di tornare alla normalità con supporter di Sampdoria e Genoa, quelli veri, che hanno raggiunto il Ferraris in modo ordinato. La vicenda ha fatto irritare la prefettura che ha messo a rischio lo svolgimento della gara fino all'ultimo. Una situazione particolare per Genova che nelle stracittadine non segnalava problemi dal 1992, e anche in quel caso si parlò di un episodio isolato e tutto particolare.