«Ridividiamo la nostra città in tre comuni»

I monarchici si preparano alle amministrative del 2007. E propongono di riconsiderare la riforma del 1926 che portò alla costituzione della Grande Genova. «Quella modifica - dice il rappresentante di “Stella e Corona”, Michele Forino - non è mai stata riconsiderata nonostante sia stata imposta senza alcun tipo di avallo democratico e popolare. La grende Genova è stata solo un bluff, visto che non è una metropoli nonostante il fatto che tenti di atteggiarsi come tale». E così i monarchici, convinti che Genova abbia diverse anime e dunque diverse vocazioni propongono di riconoscere in maniera anche formale la Genova policentrica ridividendo la città in tre nuovi comuni più piccoli: città antica (asse Di Negro-Albaro), città moderna (triangolo Sampierdarena, Pontedecino, Voltri) città di Riviera (asse Sturla e Nervi). «Il porto - spiega il segretario regionale di Stella e Corona, Michele Forino - va considerato come risorsa regionale dotata di piena autonomia, mentre per ridare orgoglio a tutto il genovesato occorre ripartire dagli errori del fascismo italiano e dichiarare conclusa l’esperienza della grande Genova».