Ridotto a tentare una estorsione Ex terrorista dei «Colp» in cella

Si inventa una nuova sigla eversiva e minaccia di inquinare le merci di un supermercato

«Mio Dio come è caduto in basso». Si potrebbe parafrasare il titolo di un vecchio film con Laura Antonelli per commentare la parabola discendente di un ex terrorista. Già condannato per banda armata, si è poi ridotto a tentare una maldestra estorsione ai danni della catena di supermercati «Esselunga» di viale Cassala. Ma è stato scoperto e arrestato dai carabinieri.
Alessandro Guerra, 57 anni, abita in città, in via San Paolino, due passi da viale Cassala. Negli anni ’70 fa parte dei «Colp», «Comunisti organizzati per la liberazione proletaria», promanazione di «Prima Linea». Arrestato nel ’92 sconta diversi anni in carcere, poi va in libertà vigilata e a fine anni ’80 torna libero. Ora insegna matematica all’Enaip di Cesano Boscone, dove l’altro giorno - «con molta discrezione» assicurano i militari - è stato prelevato.
Sarebbe lui infatti il «signor Rossi» che il 25 febbraio chiama il direttore della Esselunga dicendogli di parlare a nome del «Comitato popolare contro le nuove povertà» e spiegando che alcuni alimenti sono stati contaminati con liquame animale. «Se ci consegnate l’incasso della giornata, faremo comprare subito i prodotti inquinati, altrimenti li lasciamo dove si trovano e informiamo giornali e televisioni». L’azione viene poi inspiegabilmente sospesa, come avverte lo stesso «signor Rossi». Che però richiama un mese dopo, chiedendo 30mila euro e la riduzione del 30 per cento dei prezzi dei prodotti. Fornendo indicazioni su come pagare la somma indicata: una serie di istruzioni lasciate in diverse cabine del telefono. Le indicazioni sono però seguite dai carabinieri che riescono a individuarlo e identificarlo. Arrestato, ha poi confessato tutto.