«Per ridurre le “polveri fini” servono più filtri sui diesel»

Non ci sarà nessun blocco totale dei mezzi Euro zero. L'unico blocco in atto al momento è quello «imposto» da Roma sui filtri antiparticolato per ridurre le emissioni di polveri sottili. Finché non saranno omologati, la Regione Lombardia non procederà con nessun tipo di divieto alla circolazione delle vecchie auto. «Vogliamo che i cittadini usino mezzi non inquinanti - spiega il presidente lombardo, Roberto Formigoni - ma non che non possano circolare. Il governo blocca le nostre politiche ambientali. Non ha senso dare divieti se prima non ci dicono quando potranno essere installati i filtri».
I verdi parlano di «retromarcia inaccettabile». Formigoni di «assunzione di responsabilità». La speranza è che la soluzione arrivi dal ministero dei Trasporti già nei prossimi giorni: «I filtri esistono già - incalza il presidente lombardo - chiediamo semplicemente che venga emesso il regolamento. Aspettiamo un provvedimento elementare per sbloccare una situazione che si sta rivelando a dir poco kafkiana». Se così non dovesse essere, si proseguirà ugualmente con il piano antipolveri sottili. Non ci sarà nessuno stop dal primo luglio né ai bus né alle moto pre euro a due tempi. Questo no. Ma si deciderà comunque per «ulteriori limitazioni». Revocata, per ora, anche la rottamazione delle vecchie auto inquinanti, inizialmente programmata per l’inizio di ottobre.
Per quanto si può, si continua a battere la strada stabilita, tra divieti e incentivi, come spiega l'assessore lombardo all'Ambiente, Marco Pagnoncelli: «Continuiamo con gli incentivi per il rinnovo del parco auto, per il passaggio al metano, incoraggiamo l'utilizzo del car sharing e del car pooling, è allo studio l'adozione di nuove tecnologie per ridurre l'inquinamento dei macchinari utilizzati in agricoltura». In tutto gli incentivi stanziati dalla Regione per il rinnovo del parco auto ammontano a cinque milioni di euro.
Altra richiesta al governo: ritirare il ricorso presentato alla Corte costituzionale contro la legge lombarda sulla qualità dell'aria. La sentenza infatti è attesa per dicembre: un'infinità di tempo per la Lombardia e per l'attuazione del piano anti smog. L'opposizione di centrosinistra sospetta si tratti solo di un alibi per nascondere il vero problema della legge: la mancanza di soldi. «Formigoni - protesta il diessino Marco Cipriano (Ds) - torna ad usare strumentalmente la questione dell'impugnativa per sottrarsi alle sue responsabilità, soprattutto perché non ha previsto risorse adeguate al piano anti smog. Ricordiamo infatti che il ricorso del governo, basato su questioni tecniche, non inficia in alcun modo l'applicazione della legge, come lo stesso Presidente della Regione dichiarò».
Collaborazione assicurata invece sulla questione dei filtri antiparticolato per i diesel. Cipriano chiederà personalmente al ministero «di dare risposte in tempi brevi e certi» e incalzerà una soluzione veloce. A chiedere maggior «decisione» sono anche i verdi, che ieri hanno incontrato Pagnoncelli in commissione Ambiente.