Riduzioni per le tariffe fisso-mobile

da Milano

Le chiamate tra cellulari e da telefoni fissi verso i mobili saranno con ogni probabilità meno care già dall’estate. L’Autorità per le telecomunicazioni ha infatti avviato una procedura d’urgenza per tagliare, nel più breve tempo possibile, costi che lo stesso Garante giudica ingiustificati e troppo difformi dalla media europea. I prezzi delle telefonate caleranno indirettamente per la riduzione dei costi di terminazione, vale a dire la parte di tariffa delle telefonate da fisso a cellulare e da cellulare a cellulare che va in tasca al gestore di telefonia mobile che riceve la chiamata. I tagli saranno differenziati a seconda della quota di mercato di ciascun operatore. Così, per i due operatori maggiori, ovvero Tim e Vodafone, si dovrebbe scendere dall’attuale prezzo di 14,95 centesimi a 12,6 centesimi, con una riduzione cioè di circa il 15%. Per Wind, a cui per la prima volta l’Autorità ha esteso l’obbligo di orientamento al costo attraverso l’introduzione di un prezzo massimo, la terminazione dovrebbe invece arrivare a 14,95 centesimi al minuto. Questi erano almeno i prezzi previsti dall’ultima delibera del Garante dello scorso gennaio, in cui si prevedeva tra l'altro un taglio già dal primo giugno. I tempi sono però slittati anche a causa dell'inattività dell'Authority dovuta al passaggio di presidenza tra Enzo Cheli e Corrado Calabrò. Ora, con una voluto colpo sull'acceleratore, il consiglio dell'Autorità ha deciso di stringere i tempi con una procedura d'urgenza. L’Autorità ha rilevato infatti che «lo scostamento tra i prezzi delle chiamate su reti mobili degli operatori nazionali ha raggiunto nel corso del 2005 valori apprezzabilmente differenti dalla media europea e non giustificati da situazioni specifiche». L'avvio del procedimento cautelare verrà quindi notificato ai soggetti interessati, ovvero a Tim, Vodafone, Wind, H3G e Telecom Italia, che avranno 5 giorni per presentare le loro osservazioni. Il Consiglio prenderà una decisione entro il 19 luglio. Prima cioè della relazione dell’Authority stessa alle Camere prevista il 21. Non sarà fatto nulla invece per abbassare il prezzo degli sms (15 centesimi), giudicato elevato dalle associazioni dei consumatori. «Per il momento non fanno parte del mercato in osservazione» - ha spiegato il commissario delle tlc Enzo Savarese.