Riecco Bin Laden: "Guerra santa a Israele"

Il capo di Al Qaida torna a minacciare il mondo: "Per liberare la Palestina la Jihad è un dovere". E attacca i caschi blu impegnati in Libano

Lo «spettro» di Osama bin Laden torna ad aggirarsi su internet, per scagliarsi contro Israele e inneggiare alla guerra santa pro Palestina: «Continueremo la battaglia contro gli israeliani e i loro alleati, non cederemo un centimetro della Palestina finché un vero musulmano vivrà sulla terra», inneggia il capo di al Qaida in un messaggio audio di nove minuti. L’ultimo proclama, in occasione del 60º anniversario della fondazione dello Stato ebraico, è stato diffuso ieri sui siti dell’estremismo islamico.

«La Jihad è un dovere per liberare la Palestina» sono le parole d’ordine dello sceicco del terrore, che non si faceva sentire dal 20 marzo. La voce sembra la sua, ma in realtà Bin Laden non appare in un video certamente autentico, dal 29 ottobre 2004. Forse è troppo malandato per farsi vedere, oppure ha subito una plastica facciale o la sua voce è quella di un «fantasma» riesumata quando fa comodo. Il messaggio, come accade sempre più spesso nei recenti proclami di Osama, è rivolto «ai popoli dell’Occidente». Cerca di spiegarci che le colpe del conflitto arabo-israeliano stanno solo dalla parte ebraica. Per farlo ribadisce con orgoglio che la questione palestinese «è stata una delle cause che hanno spinto i 19 uomini liberi a colpire gli ebrei e i loro alleati» l’11 settembre. Per l’ennesima volta rivendica l’attacco del terrore agli Stati Uniti del 2001.

Il capo di Al Qaida se la prende anche con i mezzi d’informazione colpevoli di far apparire «gli ebrei invasori e occupanti come se fossero delle vittime (...) e i palestinesi, che sono oppressi nella loro terra, come dei terroristi». E si scaglia contro la partecipazione dei leader occidentali alle celebrazioni del sessantesimo anniversario della fondazione dello stato ebraico. In questi giorni George W. Bush e sua moglie Laura hanno visitato Israele. L’inquilino della Casa Bianca ha ribadito davanti al parlamento ebraico la forte alleanza degli Stati Uniti: «La partecipazione ai festeggiamenti dei capi occidentali dimostra il loro sostegno all’occupazione della nostra terra da parte degli ebrei» sostiene Bin Laden. Puntuale arriva l’attacco ai caschi blu dell’Onu dispiegati in Libano, guidati dal generale italiano Claudio Graziano: «Gli occidentali combattono con gli israeliani nella stessa trincea, contro di noi – tuona lo sceicco del terrore -. Lo dimostra il fatto che hanno inviato delle truppe nel sud del Libano in difesa degli ebrei». Anche il suo braccio destro, Ayman al Zawahiri, attacca spesso il contingente Unifil nel paese dei cedri, di cui fanno parte 2500 italiani.

Sembrano quasi degli inviti a colpire i caschi blu con attentati come quello di Nassirya. Il portavoce del ministro degli Esteri israeliano, Arye Mekel, spiega senza peli sulla lingua: «Non prestiamo attenzione alle minacce di un pazzo terrorista. È arrivata l’ora di catturarlo e punirlo per tutti i suoi crimini». Bin Laden si scaglia contro le Nazioni Unite, bollandole come uno strumento degli «infedeli» occidentali. Per non parlare delle trattative di pace che da 60 anni si trascinano senza arrivare alla creazione di uno stato palestinese: «Per questo la guerra santa – conclude Osama - è un dovere per liberare la Palestina».