Riecco Matlin E la gara Alitalia si farà in tre

da Milano

L’indiscrezione che abbiamo riferito ieri, «depistata» dal Tesoro e poi rimasta senza conferme, in realtà era buona: il fondo statunitense Matlin Patterson (Mp), già in cordata con i conterranei di Tpg e con Mediobanca per l’acquisizione di Alitalia, è rientrato in gioco. Ufficialmente, il ministero dell’Economia lo ha annunciato ieri; il fondo è stato ammesso alla verifica dei dati di Alitalia a partire dalla stessa giornata di ieri, quindi la formalizzazione del suo rientro è precedente; il suo diritto deriva dal suo essere un soggetto già presente alla fase delle offerte preliminari. La due diligence avrebbe dovuto chiudersi il 14 giugno, poi è stata prorogata al 28; è lecito chiedersi se su questa decisione abbia trattato Matlin prima della sua (ri)discesa in campo. Mp ora è solo: non c’è Tpg, che ha già salutato, e non c’è Mediobanca, che aveva accompagnato i due americani nelle prime fasi; quest’ultima ha ufficialmente smentito il proprio coinvolgimento.
Molte, comunque, le perplessità sollevate da questo colpo ad effetto di Padoa-Schioppa. La presenza di Matlin - i cui rappresentanti da New York non hanno voluto fare commenti - pone nuovi interrogativi. Innanzitutto: chi sarà il partner italiano? Oggi Mp appare solo, ma se vorrà presentare un piano che rispetti le richieste, dovrà ricorrere a un’alleanza tricolore. Poi: Mp arriverà davvero a presentare un’offerta o si accontenterà di curiosare tra i dati, visto che ne ha diritto e che non costa nulla? C’è molto scetticismo in giro, sembra quasi una mossa architettata perché nella fase finale, sotto la minaccia di uscita di Aeroflot, Air One non si ritrovi da sola. Ci si chiede anche quale possa essere la strategia del fondo americano. La sua operazione aeronautica più visibile - l’acquisto della brasiliana Varig e la successiva rivendita a Gol - è avvenuta nell’arco di un anno; un mordi e fuggi che contrasta con la filosofia della cessione di Alitalia. A differenza di Tpg (per il quale l’Italia rappresentava un Paese già in qualche modo collaudato), Mp non ha poi esperienze europee.
Oggi comunque, a differenza di lunedì, sembra più probabile che il Tesoro possa rinviare il termine per la presentazione delle offerte definitive fissato al 2 luglio: sarebbe un modo comprensibile per venire incontro alle esigenze del concorrente ritrovato. Ieri il titolo Alitalia ha guadagnato in Borsa quasi il 2 per cento.
Quanto alle offerte, i tentennamenti e le notizie contraddittorie riferite ad Aeroflot sembrano tatticismi: pare davvero che la compagnia russa presenterà la propria offerta; di questo avviso si è detto ieri sera anche il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi. Nessun dubbio c’è mai stato invece su Air One, che sta andando avanti con molta determinazione sui suoi progetti. In questo senso Carlo Toto non deve aver gradito eccessivamente la due diligence tesa a verificare il valore e la consistenza di AP Holding, la controllante di Air One. L’iniziativa, voluta da Intesa Sanpaolo e in corso di svolgimento da parte di Price Waterhouse, ha lo scopo di valutare la congruità della perizia del tribunale di Chieti, che alla fine dello scorso anno ha valutato AP Holding-Air One 870 milioni. Si tratta di un passo essenziale per facilitare Intesa nel suo compito di organizzare il pool di finanziatori al sostegno di Toto.