Riecco «Navajo Joe» lo spaghetti-western del filone pro-indiani

Tra i tanti western di Sergio Corbucci nel 1966 arriva il primo pro indiani: Navajo Joe. A interpretare il ruolo dell'omonimo indiano che vede la sua tribù sterminata dai cacciatori di scalpi e decide di vendicarsi, un Burt Reynolds sconosciuto ma reduce da un servizio di nudo su Playboy. Il film fu campione d'incassi in Giappone, in Italia andò bene ma non come Django sempre di Corbucci. Tante le peculiarità di Navajo Joe, a partire dalla prima nel genere dall'arrivo del produttore Dino De Laurentiis, fino all'inedita uccisione conclusiva dell'eroe. Particolarmente amato oggi dagli amanti degli spaghetti western come Quentin Tarantino che in Kill Bill ha riutilizzato le musiche di Morricone e ha tappezzato un'intera parete di casa sua con una maxilocandina.