Riecco Piero Pelù, nuova svolta Domina il rock (ma c’è pure jazz)

In "Fenomeni" c’è anche una nuova versione di "Il mio nome è mai più".E il cantautore racconta: "Preoccupato da errori della sinistra"

Roma - La «vita nova» di Piero Pelù. Da buon toscano l’ex leader dei Litfiba dà la poetica svolta alla carriera col nuovo cd Fenomeni (Sony-Bmg), presentato negli imbottiti studi Rai di via Asiago. Uno show da 130 decibel, quelli sparati dai monitor da palco, che avrebbe potuto addomesticare il più tenace dei metallari. Ma che invece ha convinto i presenti (andrà in onda il 2 maggio su RadioUno), che nonostante le distorte vitamine della versione live, la musica è cambiata. Merito della semplicità, dell’immediatezza da tempo perduta in sede di missaggio. E non è solo questione di formazione (chitarra, basso, batteria) ma di alcuni accorgimenti tecnici, come la maggior attenzione nell’equalizzazione della voce, determinanti.
Nel cd (11 brani, tra cui la nuova versione di Il mio nome è mai più) il rock comanda ma non soverchia e quando il ritmo cala arrivano le sorprese. A cominciare da Amor Diablo che chiude in jazzistica bellezza la raccolta nella quale spicca la dolce Mamma Madonna. «E se vi comprate il cd sul web avrete due bonus track - annuncia Pelù -. La versione punk della sigla del cartone animato Jeeg Robot cantata da Roberto Fogu e la cover di Revolution dei Beatles». Brano in realtà già cliccato da 12 mila persone su My-Space. E a proposito dello scomparso Fogu, in arte «Fogus», sembra che questo curioso personaggio sia diventato una passione da coltivare: «Voglio girare un film su di lui, con quel suo timbro dannatamente soul e una vita tutta da raccontare...». Pelù è diventato grande così può parlare serenamente dei maestri: «Il mio primo approccio con il rock è stato con Paranoid dei Black Sabbath; è quando ho tolto la plastica da quell’lp, che ho perso la mia verginità. Certo però che i Led Zeppelin sono inavvicinabili».

Torniamo al cd, incuriosisce Ufo su Firenze: «Nel 1954 - racconta - la partita di calcio Fiorentina-Pistoiese fu ravvivata dall’arrivo di un Ufo. Quando l’oggetto andò via, sul campo trovarono silicio. Mi sembra facile assimilare la paura per le creature che vengono dallo spazio con chi è diverso da noi e viene a vivere nel nostro Paese». Paure, che secondo Pelù, sono state determinanti per l’esito delle elezioni. «Ero convinto che Berlusconi avrebbe vinto. Dopo la caduta del Muro la sinistra ha fatto troppi errori. Sono preoccupato». Preoccupazione anche per il difficile rapporto con la figlia più grande, oggi diciottenne, raccontato nel pezzo Ti troverai. «Sono stato un figlio difficile e oggi mia figlia è ancora più complicata. Questa canzone è un modo per parlarle». E allora non resta che mettere l’elmetto e combattere a forza di dediche. Bella forza.