Riecco la Signora che piace a Capello

Jacopo Casoni

Allo Stade de Génève la Juventus di Capello ha affrontato, ieri sera, nel terzo impegno del suo precampionato, lo Standard Liegi degli ex «italiani» Sergio Conceiçao, Milan Rapajc e Mohammed Sarr.
I belgi sono quasi al termine della preparazione estiva, mentre i torinesi sono appesantiti dai carichi di lavoro decisi dallo staff tecnico. Nonostante la poca brillantezza, però, al primo affondo i bianconeri passano. Merito del gol va soprattutto a Mauro German Camoranesi che, dopo un’azione prolungata sulla fascia destra, mette al centro un pallone che Deflandre, difensore ex Lione, non intercetta. Alle sue spalle è appostato David Trezeguet che non ha nessun problema a stoppare di petto e scaricare in rete dal vertice dell’area piccola. Siamo all’11’.
La Juve continua a fare gioco, soprattutto con Patrik Vieira che, al contrario delle prime uscite, bada a mantenere una condotta tattica ordinata e a dare un punto di riferimento ai compagni del centrocampo, evitando di proporsi in fase offensiva.
Lo Standard cerca di riorganizzarsi e al 38’, complice una distrazione difensiva di Cannavaro e Kovac che fa imbufalire Capello, costruisce l’unica azione degna di nota della prima frazione. Geraertz si ritrova libero nel cuore dell’area bianconera, ma, sulla sua deviazione ravvicinata, trova uno strepitoso Buffon, aiutato anche dalla traversa.
Allo scadere del tempo, Vieira sradica il pallone dai piedi di Ekoto’o e, sul rimpallo, la sfera finisce a Ibra che tenta una finezza per dribblare il suo avversario diretto, ma è costretto a concludere debolmente. Capello non gradisce, allarga le braccia sconsolato. Ma Zlatan è così, prendere o lasciare. E il tecnico friulano non ha alcuna intenzione di rinunciare al fuoriclasse svedese.
Nella ripresa la Juve cambia radicalmente faccia. Le sostituzioni sono otto e l'impostazione tattica voluta da don Fabio è un inedito 3-4-3 puro. Davanti gioca Zalayeta, come punta centrale, con Adrian Mutu e capitan Del Piero a sostegno. Nonostante l’atteggiamento più offensivo dei bianconeri, il secondo tempo non riserva alcuna emozione fino al 37’. Birindelli crossa dalla destra e trova Marcelo Zalayeta che, dopo un controllo difficoltoso, opta per una spettacolare rovesciata e costringe il portiere dello Standard, Vedran Runje, alla deviazione in calcio d'angolo.
È l’ultima emozione di una gara giocata al piccolo trotto, ma che ha ribadito la solidità della Juventus e soddisfatto Capello.