Riecco Stanlio-Hodgson:un mister fantasticoma solo per farci ridere

L’allenatore inglese più efficace in tv che in panchina. All’Inter parlano ancora del "caso" Roberto Carlos

Se la sono cantata e suonata da soli. Gli inglesi. E per anni. Attacca­ti, aggrappati alla storiella «i mae­stri siamo noi». Resa veritiera più dalla ripetitività della narrazione che dai successi della nazionale di sua maestà.La verità è che l’Inghil­terra ha sempre guardato dall’alto verso il basso tutti. In particolare l’Italia. Peccato che abbiano come ct il più italiano degli inglesi: Roy Hodgson. E dopo aver liquidato Fa­bio Capello. La sua investitura sem­brava la fine dello­snobismo anglo­sassone che proprio un gol di sir Fa­bio a Wembley, 39 anni fa, aveva ini­ziato a ridimensionare. Chiamato per vincere. Il suo bilancio: «furto» tedesco al Mondiale sudafricano e una qualificazione «perfetta» a Eu­ro 2012. Poi è riemerso il germe inglese della superiorità. La storia della fa­scia di Terry è nota. Un pretesto per la vittoria dei detrattori che non sopportavano l’idea di un italiano sulla panchina dell’Inghilterra. Ed è toccato a Hodgson. Che per ono­ra­re il passaporto ha scelto tutti cal­ciatori che giocano in patria.

Roo­ney, invece, ha trovato solo un moti­vo per accoglierlo con favore: «Con lui adesso non ci sono problemi di traduzione». Complimento bana­le per un poliglotta. Più che altro un pizzicotto a Capello. E Roy non ha perso tempo per smentire l’etica in­glese escludendo dai «23» Rio Fer­dinand. Motivazione: scelta tecni­ca. Ma il difensore dell’United è an­che il fratello di Anton, colui che ac­cusò Terry di razzismo. Il dubbio è legittimo. Comunque sia Stanlio-Roy ora fa dire a De Rossi «siamo in vantag­gio ». Anche perché dove è andato Hodgson, praticamente ha girato il mondo, non ha vinto. Tranne cam­pion­ati e coppe nazionali con Mal­moe e Copenaghen. Capirai. Di lui hanno ricordi piacevoli anche in Svizzera: qualificazionealmondia­le americano e a euro96.

A cui non ha partecipato preferendo l’Inter nell’autunno del 1995. Moratti l’aveva stregato quando col Mal­moe aveva eliminato l’Inter in Cop­pa Campioni. La sua prima espe­rienza nerazzurra, la seconda fu breve, ha due capisaldi: la finale Ue­fa persa con lo Schalke 04 e il via libe­ra alla cessione di Roberto Carlos preferendogli Pistone. In Italia van­ta anche mezza stagione a Udine. Qualche anno dopo così Maurizio Mosca in tv: «Lei è stato la rovina dell’Inter». Lui prende e se ne va senza salutare. Ma non si può dire che gli manchi l’humour inglese. Anzi. Il suo Mr Flanagan al fianco di Aldo (quello di Aldo, Giovanni e Giacomo)conferma.Attore,ma an­che profondo conoscitore di arte e cultura. E professore: fu lui a con­vincere i figli di Moratti a studiare fi­losofia. Risate, libri ma anche tante gaffe. Commento alle sue convoca­zioni: «Oxlade Chamberlain? Con l’Arsenal ha fermato bene Pirlo e Ambrosini». What? Pirlo gioca nel­la Juve e Ambrosini a Londra era squalificato. Hodgson, lo smemo­rato. Ma a far sperare è soprattutto il suo credo calcistico: catenaccio, tanto contropiede e poco spettaco­lo. I vecchi luoghi comuni inglesi sull’Italia.Gli stessi con cui ora Ho­dgson vuole eliminare gli azzurri e vincere l’Europeo.