Riecco Tricarico, pop e poesia «A Sanremo col mago Forest»

Il cantautore pubblica il nuovo cd Giglio. «Collaborare con Celentano mi ha aiutato molto»

da Milano

Spettinato com’è, con gli occhi azzurri aperti e inermi sul mondo, Francesco Tricarico fa una fatica tremenda a presentare il suo nuovo disco. Lui non è uno da pubbliche relazioni: è un cantante, anzi è uno che, come precisa, «scrive canzoni e disegna». E difatti il suo nuovo cd Giglio è un disegno letterario, un album che potrete definire cantautoriale senza sbagliare, ma pure pre-punk o semplicemente pop perché il bello di Tricarico è che la sua musica è come i capelli: impossibile da tenere ferma, sempre in movimento. E così sarà anche a Sanremo dove lui arriverà spaesato perché a casa non ha neppure un televisore e l’ultimo Festival l’ha visto «tre anni fa a casa di un amico». Canterà - e vedrete che effetto su quel palco - una bella canzone che si intitola Vita tranquilla che è un manifesto ottativo, il grido disperato di uno che è spericolato dentro e che cerca la pace perché «io sono spericolato nell’abbandonarsi alle cose, alla vita». D’altronde, dopo il successo del suo primo singolo Io sono Francesco e dell’album successivo, è rimasto in casa per quasi tre anni a scrivere e disegnare, cose che gli piacciono molto, e a scrivere e disegnare bene, cose che gli riescono con una fatica enorme. «La musica è un piacere, ma il percorso è sempre molto tortuoso» dice lui, che è così timido da non voler scrivere sulle note di copertina che i disegni a corredo dei testi sono i suoi. Dentro al cd c’è musica che corre diretta sul filo testo da Rino Gaetano ad Adriano Celentano passando per Mogol e Battisti e per quello spirito che a New York si respirava al CbGb e a Londra al Marquee Club. Niente barriere, insomma, e chissenefrega delle etichette musicali. E anche per questo Adriano Celentano, proprio lui, ha infilato nel suo ultimo cd il brano La situazione non è buona che Tricarico ha composto durante l’esilio creativo. «Quella canzone ha reso possibili tante cose» dice ora, con quella pensierosa lentezza tipica di chi vive su di un altro mondo e deve proprio zavorrarsi per scendere quaggiù. E chissà che fatica cantare in pubblico a Sanremo, proprio mentre nei negozi uscirà il suo disco Giglio e la gente avrà gli occhi puntati su di lui. Per di più, nella serata dei duetti avrà di fianco il suo ideale alter ego, ossia il Mago Forest, pensate un po’. «L’idea è venuta a me e lui ha subito capito il brano e il suo spirito. Insieme faremo un’esibizione molto poetica, quasi alla Lindsay Kemp». Dopo, quando le luci dell’Ariston saranno spente, Tricarico tornerà alla sua vita tranquilla solo in apparenza, leggendo libri di etologia come Amore e odio oppure immaginandosi quei ritornelli come il «Puttana la maestra» che nella sua dolce selvatichezza diventano quasi squilli di poesia.