«Rieducazione e sfruttamento»

“Laogai” è una parola composta dalle prime tre lettere di “Laodong” e di “Gaizao”, termini che in cinese significano «rieducazione attraverso il lavoro» e che indicano i campi di concentramento nei quali languono sia oppositori del regime capitalcomunista di Pechino sia delinquenti della peggiore risma. I reclusi sono costretti a lavorare sedici ore al giorno. I prodotti che escono da questi Lager finiscono in gran parte all’estero, in Occidente, dove notoriamente la merce cinese è venduta a prezzi più che concorrenziali. I “laogai”, istituiti dal regime di Mao Zedong, hanno registrato «il tutto esaurito» negli anni perversi della Rivoluzione culturale. Si calcola che siano almeno mille e che oggi rinchiudano fra i 4 e i 6 milioni di sventurati: oppressi e sfruttati.