Rientra e trova nel suo letto due immigrati

Michele Perla

Quando il centralinista del commissariato di polizia di Legnano ha preso l’insolita telefonata, ha sorriso fra sé pensando alla solita vicenda più o meno boccaccesca. Come interpretare altrimenti, infatti, l’appello dello sconosciuto che spiegava di essere tornato a casa e di aver trovato degli estranei nel suo letto? In realtà nella vicenda c’era ben poco di pruriginoso: nel letto dell’operaio che si era rivolto al 113 ci dormivano effettivamente due sconosciuti, due tunisini irregolari, uno dei quali è finito poi negli uffici di polizia, arrestato mentre si trovava ancora fra le braccia di Morfeo.
È successo l’altra mattina. Sono da poco passate le 10.30 quando un operaio che ha fatto il turno di notte torna a casa, in via Quintino Sella. Quando infila le chiavi nella porta, per altro blindata, si accorge che qualcosa non quadra. L’uscio infatti non è chiuso, bensì solo appoggiato in qualche maniera.
Come prima sospetto pensa alla visita notturna dei ladri. Entra e si accorge che il soggiorno è in ordine. Le sorprese devono ancora arrivare: infatti come apre la porta dell’altra camera, stenta a credere ai propri occhi. Nel suo letto a due piazze dormono inspiegabilmente, quanto beatamente, altrettanti stranieri. Persone che certamente non aveva invitato. Il padrone di casa compone il 113; poi per precauzione esce dall’alloggio preferendo attendere in strada gli agenti. L’operaio e i poliziotti tornano nell’appartamento. Dietro la porta la conferma che era tutto vero: A.V. clandestino di 21 anni (poi denunciato), sognava ancora fra le candide lenzuola. L’amico, che sicuramente aveva il sonno più leggero, svegliatosi dopo l’arrivo del padrone di casa, aveva approfittato della sua momentanea assenza per togliere il disturbo, saltando giù dal balcone.