"Rientriamo nel club dell’energia nucleare"

Al G8 sull’energia di Aomori, in Giappone, il ministro Scajola ha
ufficializzato l’intenzione del governo di intraprendere la costruzione
di centrali atomiche. Rischio recessione, i Grandi all'Opec: <strong><a href="/a.pic1?ID=267563">&quot;Serve più petrolio&quot;</a></strong>

Roma - Dalle parole ai fatti: l’energia atomica per l’Italia non è più solo teoria, ma si appresta a diventare prassi. Ieri il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, ha annunciato nel corso del G8 sull’energia di Aomori, in Giappone, che il nucleare è «un’opzione sulla quale il nuovo governo italiano ha deciso di investire nel prossimo periodo».

Il ministro ha inoltre reso nota l’intenzione dell’esecutivo di «intraprendere un programma di costruzione di nuove centrali nucleari». La dichiarazione italiana, si sottolinea da parte del ministero, «ha suscitato l’attenzione di molti Paesi, tra i quali Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna e Canada». Il ministro ha annunciato, inoltre, «l’intenzione del governo italiano che presiederà il G8 nel 2009, di organizzare in Italia il prossimo anno una riunione dei ministri dell’energia».

Il sottosegretario Adolfo Urso ha fatto sapere che si sta già predisponendo il quadro normativo necessario. In particolare, ci si sta concentrando su «un disegno di legge ad hoc per creare il contesto legislativo favorevole a realizzare le nuove centrali nucleari e il deposito di superficie per le scorie, ma anche per realizzare qualsiasi grande opera di rilevanza nazionale». I tempi, tuttavia non sono stati ancora definiti.
Le tecnologie da utilizzare saranno scelte solo dopo l’approvazione del provvedimento: nessuna preclusione al nucleare di quarta generazione se fosse disponibile in anticipo rispetto alle previsioni. «Quando il contesto legislativo sarà pronto per il nucleare e anche le imprese saranno pronte ad investire - ha aggiunto Urso - si sceglierà certamente la generazione più avanzata disponibile».

La dichiarazione di intenti è stata ovviamente criticata sia dagli ambientalisti tradizionali, ossia i verdi, sia da coloro che inaspettatamente ne portano avanti le idee in Parlamento: l’Italia dei valori di Di Pietro. «La decisione del governo di puntare sull’energia nucleare, ormai obsoleta, pericolosa e costosissima è gravissima e non risolve i problemi della crisi energetica», ha chiosato il verde Angelo Bonelli. «Il ritorno all’atomo è un passo indietro mentre è più utile investire sulle energie rinnovabili», gli ha fatto eco Massimo Donadi (Idv). L’udc Luca Volonté ha invece invitato il governo a «individuare le priorità» in quanto «aprire nuovi dossier ogni giorno crea confusione e non risolve i problemi».

Ma per comprendere quale sia lo stato dell’arte bisogna tornare al G8 di Aomori. Nella dichiarazione finale i partecipanti (vi erano invitate anche Cina, India e Corea del Sud) affermano «che un numero crescente di Paesi esprimono interesse per il ricorso al nucleare, al fine di incrementare la sicurezza energetica e combattere il cambiamento climatico». I grandi della Terra puntano infatti sull’atomo per la diversificazione del mix energetico e la riduzione della dipendenza dai combustibili fossili. Non è un dettaglio trascurabile. Così come non è da trascurare l’«isolamento» della Germania, unico Paese tra quelli che hanno preso parte al vertice che ancora rifiuta la centralità del nucleare, nonostante ospiti 17 centrali sopravvissute al furore iconoclasta del governo rosso-verde di Gerhard Schröder.