Rientro del deficit, buio sul piano

«Intanto la spesa per i farmaci continua a salire»

«La sbandierata disponibilità del Governo a sostenere la regione Lazio nella copertura del debito sanitario starebbe tutta nella lettera d’intenti, firmata dal ministro Padoa-Schioppa e da Marrazzo, che rinvierebbe al 15 febbraio l’avvio delle misure attuative per il ripiano. Però, come assunzione di responsabilità mi sembra esigua, soprattutto dopo quasi due anni di giunta Marrazzo». È Cesare Cursi (An), vicepresidente della commissione Sanità del Senato che tira le somme sulla politica degli annunci utilizzata freneticamente dal governatore che «si guadagna la scena con la strumentalizzazione mediatica dei fatti». Mentre «l’unico dato certo, a oggi - incalza l’ex sottosegretario alla Salute - è rappresentato dal ticket sui farmaci, dall’aumento delle addizionali regionali su Irap e Irpef con un ulteriore aggravio per i cittadini».
Insomma, una finanziaria regionale da bocciare?
«La Finanziaria prevede un sistema sanitario per il Lazio in equilibrio a partire dal 2010: non si riesce a comprendere in quale modo sarà possibile arrivare a tale data. Vorremmo conoscere tempi e modalità di un piano di rientro della spesa sanitaria che possa effettivamente essere accettato dal ministero dell’Economia. Cosa che finora non è avvenuta. Ormai il presidente Marrazzo conosce la reale consistenza del debito e le relative responsabilità: la relazione degli analisti di Kpmg dice chiaramente come stanno le cose e, non a caso, alla opposizione viene affidata la presidenza della commissione che dovrà far luce sulla materia monitorando, mese per mese, la spesa regionale».
La giunta propone di ridurre le spese con la rimodulazione dell’offerta sanitaria.
«Già, ma con i tagli ai posti letto e il ridimensionamento di alcuni ospedali sarebbe interessante conoscere dove nasceranno i pronto soccorso attrezzati, la medicina di territorio, i “day surgery”, le strutture della casa della salute. Perché sono questi i cardini del protocollo firmato a settembre tra il ministro della Salute e la Conferenza Stato-Regioni. Nell’accordo si parla di un nuovo piano per la medicina territoriale e per l’assistenza domiciliare: vorremmo conoscere i programmi della giunta visto che in questo ambito si devono pure abbattere le liste di attesa. Marrazzo aveva assunto impegni precisi già a giugno 2006. Sono passati altri 6 mesi e non è dato conoscere in quale modo si farà fronte alle liste d’attesa sulle 100 patologie per le quali sono state già individuate le modalità e i relativi costi a carico delle Asl».
Intanto la spesa per farmaci e assistenza cresce...
«Soprattutto per la farmaceutica che continua la sua crescita e, oggi, è al più 3,2 per cento rispetto al tetto fissato al 13 e non conosciamo in quale modo sarà possibile arrivare all’azzeramento».