Rieti, ospedale in emergenza

LA PROPOSTA È stato anche chiesto al presidente Marrazzo di riaprire il San Giacomo e il Forlanini per ospitare feriti e sfollati del sisma

Gli effetti del terremoto abruzzese sono evidenti anche nella mobilitazione degli ospedali laziali e romani. In prima linea c’è il San Camillo de’ Lellis a Rieti che ha visitato 42 persone provenienti dall’Aquila e dintorni.
Un ragazzo di 19 anni è stato portato in codice rosso al San Camillo a Roma, altri 2 feriti gravi sono ricoverati al Policlinico Umberto I in neurochirurgia, mentre al Gemelli è arrivata con il 118 una bambina di tre anni con trauma cranico e politraumi. Altre sette persone sono arrivate autonomamente al Gemelli, così come altre cinque sono arrivate al Pertini, a Tor Vergata e al San Giovanni. Complessivamente la Regione ha messo a disposizione dell’emergenza cinque ambulanze e un’auto medica e sono stati aperti due ospedali da campo, tre elicotteri regionali (di cui due operativi nell’Aquilano) che hanno effettuato 10 trasporti nel territorio abruzzese.
I posti letto disponibili, come comunicato all’amministrazione abruzzese, sono 284.
Per aumentare la disponibilità di strutture e posti letto, la famiglia Salviati, erede del cardinale Antonio Maria che costruì il San Giacomo alla fine del ’500 e lo donò alla città, chiede a Marrazzo di riaprire il nosocomio in occasione di questa immane tragedia. «Chiediamo al presidente di riaprire il San Giacomo e il Forlanini per riattrezzarli immediatamente per i feriti e gli sfollati» del sisma che ha messo in ginocchio l’Aquilano. In una nota, la famiglia Salviati accusa la Regione Lazio di aver «già eliminato i posti letto di rianimazione e numerosi reparti che oggi potrebbero salvare i feriti del terribile sisma in Abruzzo.