Rifatti i conti per Ali Agca: starà in carcere fino al 2010

Per la Corte turca deve scontare dieci anni a partire dal giugno 2000

da Ankara

Mehmet Ali Agca, arrestato venerdì scorso dopo otto giorni di libertà, dovrà restare in prigione fino al 2010 e non fino al 2014, come annunciato da alcune fonti nei giorni scorsi in attesa che siano rese pubbliche le motivazioni della sentenza, che dovrebbero essere pubblicate entro oggi. Lo afferma l’agenzia turca Anadolu citando i procuratori del tribunale di Kartal, a Istanbul, che in base a nuovi calcoli avrebbero stimato che Agca dovrà stare in carcere «fino al 18 gennaio 2010».
Questo significa che - secondo i procuratori - la Corte di cassazione (che venerdì scorso ha annullato la sentenza del tribunale che aveva ordinato la sua scarcerazione il 12 gennaio scorso) riconosce che la pena che Agca doveva scontare in Turchia era di 10 anni (tenendo conto delle amnistie) a partire dal giugno 2000, data nella quale l’attentatore del papa fu estradato, dopo la grazia, dall’Italia in Turchia.
Agca ha scontato nelle prigioni turche quasi sei anni (circa un anno per l’omicidio del giornalista Abdi Ipekci, scontato nel 1979 nella prigione di Kartal, da cui evase, e cinque anni dal 2000 a oggi).
Secondo altre fonti giudiziarie, invece, Agca dovrebbe restare in prigione almeno fino al 18 gennaio 2014, dato che la sua pena era di 14 anni (10 anni per l’omicidio Ipekci del 1979 e quattro per due precedenti rapine in banca).
Prima di tornare in carcere, Ali Agca ha detto alla polizia di aver voluto evitare la curiosità dell’opinione pubblica durante il suo breve periodo di libertà, ma di essersi divertito a rilasciare autografi ad alcune persone che lo hanno riconosciuto durante una passeggiata sotto la pioggia.
«Sono sceso in strada, camuffandomi con sciarpa e cappello, ma nonostante questo alcune persone mi hanno riconosciuto e mi hanno chiesto un autografo - ha raccontato Agca venerdì scorso alla polizia -, ho concesso l’autografo a quattro o cinque persone. Mi è piaciuto molto». Sul tentato omicidio del Papa, alla domanda della polizia su dove si fosse procurato l’arma, Agca ha risposto: «Questi sono dettagli minori. Era scritto nel mio destino mille anni fa. Ho adempiuto a una missione scritta mille anni fa. Avrei sparato al Papa anche se fosse stato sulla luna».
«Sapete a chi ho detto per la prima volta che ero il Messia? L’ho detto al Papa. E il papa non disse niente. Mi baciò la testa. Sapete cosa significa questo? Che il Papa mi accettò come Messia».