Rifiuti, altro richiamo Ue Il Senato "salva" Bassolino

La commissione europea continua la procedura d'infrazione contro l'Italia. A Palazzo Madama passa la risoluzione dell'Unione. Maroni: "Perché tante assenze in Forza Italia?". Berlusconi accusa Calderoli

Bruxelles - La Commissione europea è orientata a proseguire la procedura d’infrazione contro l’Italia per la questione dei rifiuti. Il 30 gennaio prossimo - apprende l’Ansa da fonti europee - sarà deciso l’invio di un secondo richiamo alle autorità italiane dopo la lettera di messa in mora già inviata in giugno. "Ci sarà una seconda lettera", hanno riferito le fonti, facendo riferimento al secondo passo della procedura che prevede l’invio di un parere motivato.

La linea dura dell'Ue L’orientamento che sta prevalendo a Bruxelles è che non esistono le condizioni per bloccare la procedura aperta in giugno verso l’Italia. La linea dura di Bruxelles è stata di fatto preannunciata dall’intervento del commissario ue all’ambiente Stavros Dimas, martedì davanti all’europarlamento: "Se le attuali violazioni delle legislazioni comunitarie dovessero continuare, useremo tutte le misure disponibili, inclusa la possibilità di applicare multe". Dal ricevimento del parere motivato, l’Italia avrà due mesi di tempo per rispondere e conformarsi alle richieste comunitarie. Qualora la Commissione Ue non si ritenesse soddisfatta, scatterebbe la terza fase della procedura d’infrazione che prevede il ricorso alla Corte di giustizia della Ue del Lussemburgo e, nell’ipotesi di una condanna, severe sanzioni pecuniarie.

Il Senato "salva" Bassolino Palazzo Madama ha approvato la risoluzione presentata dalla maggioranza con 149 voti favorevoli, 141 contrari e nessun astenuto. La risoluzione era firmata da tutti i capigruppo dell’Unione, con l’eccezione dei diniani che hanno votato contro. Il Senato ha bocciato (144 no e 141 sì) la parte della risoluzione presentata da Calderoli, in cui si chiedeva al Governo di sciogliere il Consiglio regionale della Campania e di rimuovere il governatore Bassolino. Decisive le 12 assenze di Forza Italia che hanno indispettito il capogruppo della Lega Nord a Montecitorio, Roberto Maroni. L'esponente del Carroccio ha, infatti, invitato Berlusconi a spiegare il perché di "tante assenze".

Berlusconi accusa Calderoli La "colpa" della sconfitta della mozione della Cdl contro Bassolino avvenuta oggi in Senato è unicamente "di chi pervicacemente ha voluto presentarla". Lo ha detto il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, rispondendo ai giornalisti alla Camera e precisando che "noi avevamo avvertito il capogruppo della Lega Castelli e il presentatore della mozione Calderoli che tra le nostre fila ci sarebbero stati degli assenti. Non c’era alcun motivo per non spostarla a mercoledì e quindi la responsabilità di quello che è accaduto non è certamente di Fi ma di chi ha pervicacemente voluto presentare questa mozione".