Rifiuti, bloccata la tangenziale di Napoli

Centotrentanove auto hanno bloccato per alcune ore il tratto tra le uscite di Pozzuoli e Capodichino. Il numero di macchine - spiegano gli organizzatori - corrisponde a quello dei camion che, costruita la discarica, passeranno ogni giorno per Chiaiano e Marano. Il governo: "Useremo l'esercito"

Napoli - Una protesta clamorosa ma non è la prima volta che accade: decine di auto condotte dai cittadini di Marano, Mugnano e Chiaiano sono entrate nella tangenziale di Napoli, percorrendola a bassa velocità per circa 15 chilometri, creando enormi disagi agli altri automobilisti che con la manifestazione non hanno nulla a che vedere. La protesta è nata contro la decisione del governo di aprire al discarica in una delle 13 cave di Chiaiano, una volta appurato che le popolazioni non corressero rischi per la loro salute.

Gli automobilisti - secondo il "Comitato 139 auto", una per ogni autocompattatore che ogni giorno transiterà nelle strade di Chiaiano per recarsi alla cava - sono entrati dallo svincolo di Arco Felice, alle porte di Napoli hanno percorso una quindicina di chilomeri scortati dalla polizia stadale poi senza mai lasciare l’autostrada cittadina hanno imboccato lo svincolo dell’Arenella ed hanno compiuto il percorso all’inverso. Il "muro" di auto era scortato - alla testa e alla coda - dalla polizia stradale. Le altre auto sono state tenute ad una distanza di circa 7-800 metri dalle vetture condotte dai manifestanti. La protesta si è conclusa intorno alle ore 12.10.

Pugno duro del governo "Non si può consentire a nessuna minoranza di occupare ferrovie e autostrade: lo Stato difenderà la legalità usando la forza con l'esercito". Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi all'assemblea di Confesercenti, proprio mentre stavano montando le proteste sulla tangenziale, ha ribadito la linea dura annunciata qualche giorno fa a Napoli. "Se siamo in questa situazione - ha attaccato - è per la follia demagogica del passato. Ora ho in mano la soluzione e non torneremo verso l'anarchia. Lo Stato non verrà meno al suo ruolo altrimenti cesserebbe di essere se stesso".