Rifiuti, centri sociali e ultrà pronti alla guerra

A Chiaiano antagonisti, no-global, no-Tav e no-Ponte si alleano con gli
estremisti delle curve contro la riapertura della discarica. Si preannuncia carico di tensioni il corteo di stasera a Napoli. Tra i
manifestanti anche esponenti di Rifondazione e Pdci. Caruso: "Saremo migliaia"

da Napoli

Il popolo antagonista si è messo in marcia già ieri, da ogni angolo d’Italia. I «No tav» dalla val di Susa mentre dal profondo nordest, in particolare da Vicenza, sono partiti due bus con il cartello «completo», zeppo di attivisti dei centri sociali «No dal Molin». Hanno preso la via di Napoli, anzi, la periferia della città, governata da Rosa Russo Iervolino: Chiaiano.
Ottocento chilometri per partecipare a un corteo che già si preannuncia carico di tensioni, indetto per protestare contro l’eventuale apertura di una discarica in grado di ospitare oltre 700mila tonnellate di monnezza cittadina. Discarica che già da poco meno di un mese sta generando dure proteste da parte delle popolazioni, affiancate da centri sociali e gruppi di tifosi ultrà. Proteste che si sono svolte anche in modo aspro. Nei giorni scorsi, infatti, ci sono stati scontri con polizia, carabinieri e guardia di finanza, assaliti con sassi, bombe carta e bottiglie molotov. A Chiaiano, al corteo di stasera, ci saranno antagonisti provenienti anche dal profondo sud, i militanti dei centri sociali, del «No Ponte», messisi in marcia con bus e auto da Messina e da Reggio ma anche da altre regioni italiane.
Davanti alla stazione della metropolitana di Chiaiano, quartier generale della protesta, troveranno ad attenderli i loro compagni di Officina 99, dello Ska e di Insurgencia, i disoccupati organizzati, i comitati antidiscarica, le genti di Chiaiano e dei comuni di Marano e Mugnano, confinanti con la futura discarica di Napoli. «Saremo a migliaia», dice Francesco Caruso, leader dei Disobbedienti ed ex parlamentare di Rc. In piazza ci saranno anche esponenti di Rc e del Pdci e fuoriusciti dei due partiti. Napoli, dunque, «laboratorio» per le strategie future degli sconfitti alle elezioni politiche.
Ma, ieri sera, mentre i militanti della estrema sinistra affiggevano dei manifesti con i simboli della falce e martello, decine di cittadini se ne sono andati. «La nostra è una protesta genuina, non vogliamo una politicizzazione della nostra battaglia», ha spiegato Roberto, 35 anni, maranese. Ma non ci saranno solo centri sociali e comitati antidiscarica stasera in piazza a Chiaiano. Anche lo Stato sarà presente con polizia, carabinieri e finanzieri. Saranno circa trecento, con la Digos che vigilerà sui più facinorosi.
Il termometro della tensione è comunque sceso di molto nella giornata di ieri. Nel corso di una conferenza stampa, dagli antagonisti locali è stato rivolto un invito ai manifestanti a «non cadere nelle provocazioni». E poi «accogliamo bene l'esercito che sta per arrivare». Con una precisazione però: «Fino a quando non alza i manganelli». Più estremista un altro intervenuto alla conferenza stampa: «È un regime. Stiamo attenti, puntano ad esasperarci». Non lo ha detto un no global, attenzione, ma il dipietrista presidente della Commissione Ambiente al comune di Napoli, Carlo Migliaccio. Fedele alla coalizione che sostiene, Migliaccio ha poi definito il suo sindaco, Iervolino, «un’incapace». Coerentemente, l’esponente del centrosinistra resta però al suo posto di potere, di presidente di Commissione. Un inatteso invito al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è stato rivolto dal sindaco di Marano, Pasquale Perrotta (Pd): «Continuo a pensare che se il presidente Berlusconi venisse di persona, sarebbe lui stesso a sostenere che Chiaiano non può e non deve essere la risposta all'emergenza rifiuti. Il mio obbiettivo resta l’esposizione delle nostre ragioni in modo democratico e pacifico».
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