Rifiuti, De Gennaro vuole una megapattumiera L'ultimo trucco: riaprire discariche già bocciate

Il commissario: &quot;Bisogna smaltire un milione di tonnellate. Non sono ammessi intoppi&quot;. Ma l’impianto di Pianura finisce sotto sequestro. <strong><a href="/a.pic1?ID=235907">Riaperte discariche già bocciate</a></strong>

Napoli - Riapriranno le discariche di Difesa Grande (Avellino), già teatro sette mesi fa delle dure proteste della gente, Villaricca (Napoli) e Treponti di Montesarchio (Benevento). L'annuncio, atteso da nove giorni, da quando si è insediato a capo del Commissariato straordinario per l’emergenza rifiuti in Campania, lo ha dato ieri pomeriggio a Napoli il prefetto Gianni De Gennaro.

L’ex capo della polizia, con il suo vice, generale Franco Giannini e il suo staff di tecnici, ha individuato anche i tre siti di stoccaggio provvisorio dei rifiuti: Pianura e Marigliano (Napoli) e Località Ferrandelle, a Santa Maria La Fossa (Caserta). Un sospiro di sollievo lo ha tirato, per il momento, la gente di Montecorvino Rovella (Salerno) dove era a rischio riapertura la discarica di Parapoti, che tre anni fa, a causa delle proteste e del blocco dei binari, spaccò l'Italia in due. «Ce la teniamo di riserva» ha annunciato De Gennaro.

«Serviva un “buco” che accogliesse un milione di tonnellate di spazzatura», ha spiegato il Commissario di governo. E così, in mancanza di questa «megapattumiera», De Gennaro ha individuato otto siti (sei dei quali nuovi) in tutta la regione. Apriranno in 7-10 giorni ma, «il piano potrà funzionare solo se non ci saranno ostacoli», ha avvertito De Gennaro, dove per ostacoli, si intendono le rivolte della popolazione. «Se questi ostacoli dovessero insorgere, dovranno essere superati»: l'ex superpoliziotto non lo dice, anche perché non è più materia di sua competenza, ma eventuali intoppi saranno eliminati con l'intervento della forza pubblica. Non dell'esercito che non ha compiti repressivi in questa sua missione. Il piano elaborato dal commissariato di governo non potrà subire ritardi «perché dobbiamo mettere a punto un meccanismo che non si può interrompere», ha spiegato De Gennaro.

Contrada Pisani, a Pianura, non funzionerà come discarica ma come sito di stoccaggio per ventimila tonnellate di ecoballe. La differenza di utilizzo non è stata bene accolta da una delegazione che attendeva notizie davanti alla Prefettura: «A Pianura non entrerà neppure una balla o un sacchetto». De Gennaro ha voluto essere rassicurante con le popolazioni dove sono state individuate discariche e siti di compostaggio. Su Difesa Grande, per esempio: «Assicuro che non entrerà un solo sacchetto in più, perché non c'entrano. Quindi, se lo smaltimento avverrà in dieci giorni, la discarica resterà aperta dieci giorni».

Mentre era in corso la conferenza stampa è arrivata la notizia del sequestro della discarica di Pianura. De Gennaro ha spiegato che «utilizzeremo gli spazi che abbiamo a disposizione». Pianura è stata sequestrata dai Pm della Procura, per le ipotesi di reato di epidemia e disastri colposi.