Rifiuti, dl al Quirinale: è al vaglio di Napolitano La Russa: "Pronti a inviare i militari se servono"

All’attenzione
di Napolitano il decreto
rifiuti varato dal governo nel Cdm di giovedì
scorso. La Russa avverte: "Situazione sotto
controllo, tengo i militari pronti ad intervenire". Indagine della procura di Napoli sul mancato avviamento della raccolta differenziata a Napoli

Roma - E' giunto al Quirinale, all’attenzione del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il decreto rifiuti varato dal governo nel Consiglio dei ministri di giovedì scorso. Arrivato oggi pomeriggio, già in mattinata il ministro della Difesa Ignazio La Russa aveva annunciato che Gianni Letta stava collazionando il testo". La Russa aveva poi assicurato che la situazione è sotto controllo e che lui tiene "i militari pronti ad intervenire".

Ispettori Ue al sito di stoccaggio La delegazione degli ispettori Ue, al secondo giorno in Campania, si è recata, insieme all’assessore regionale all’Ambiente, Giovanni Romano, in visita al sito di stoccaggio di Taverna del Re a Giugliano. Successivamente la delegazione si è trasferita al Centro Direzionale di Napoli, nella sede del Consiglio regionale, per partecipare della commissione Ambiente dell’assemblea, presieduta da Luca Colasanto. "Abbiamo dimostrato - sottolinea l’assessore Romano - che l’impostazione strategica c’è. La situazione è profondamente diversa da quella di due anni fa. Oggi abbiamo un sistema strutturato su scala regionale che se potesse essere utilizzato senza condizionamenti garantirebbe autonomia alla regione. Questa mattina a Taverna del Re la commissione si è resa conto che per smaltire le ecoballe di rifiuti occorrono tempi tecnici certamente non coerenti con quelli della Corte europea ma la commissione ha anche detto che se da subito realizzeremo gli impianti, possiamo allungare i tempi per quella sentenza. Si tratta di 6 milioni di ecoballe uguali a 7,9 milioni di tonnellate". Secondo Romano "la soluzione è contenuta nel decreto 90 convertito nella legge 123 e cioè quella dell’impianto di termovalorizzazione ma noi abbiamo anche fornito una nostra soluzione aggiuntiva, quella di trattare quelle balle per produrre cdr, combustibile dai rifiuti, di qualità che normalmente viene impiegato per centrali elettriche fonderie, acciaierie. I tempi stimati sono di sei anni, ripeto non compatibili con quelli della Corte di giustizia ma possiamo avere un allungamento dei tempi di ottemperanza".

L'indagine della procura di Napoli La procura di Napoli sta indagando sul perché in città non sia decollata la raccolta differenziata. Il nuovo filone d’inchiesta segue un primo provvedimento avviato dopo la crisi del 2007 e poi archiviato di fronte all’impossibilità di dimostrare responsabilità di natura giudiziaria di politici, amministratori o soggetti privati. Sotto accusa ci sarebbe il Comune, i suoi investimenti e i ritardi che hanno bloccato la differenziata al 18%, lontano dal 65% fissato dalla legge per il 2012. I magistrati del pool Ecologia, coordinato dal procuratore aggiunto Aldo De Chiara, hanno aperto un fascicolo. Al momento il procedimento è contro ignoti e assume carattere prevalentemente "conoscitivo". Obiettivo degli inquirenti è verificare le ragioni della situazione di empasse della raccolta differenziata e valutare se ci siano ravvisabili responsabilità di carattere penale. Potrebbero essere ipotizzati reati che vanno dall’omissione in atti di ufficio alla truffa, al falso o alla gestione non autorizzata di rifiuti.