Rifiuti e cocci, la faccia sporca della lunga festa

Enrico Lagattolla

Notte bianca, «the day after». Il giorno dopo della Milano dalle ore piccole sono strade e piazze che sembra di stare a Nuova Delhi: bottiglie di plastica e vetri in frantumi, sacchetti, scatoloni, bidoni della spazzatura oltre ogni saturazione, cestini che traboccano la naturale capienza e «vomitano» rifiuti sui marciapiedi.
Le squadre dell’Amsa sono in giro dall’alba, e va bene. Ma sono le sei di domenica pomeriggio, l’atmosfera è sonnolenta, e questo è lo stato dell’arte.
Piazza del Duomo, la faccia pulita della città. Pulito corso Vittorio Emanuele, poche tracce di baldoria in piazza Fontana. Ovvio. All’ombra della Madonnina, giusto i resti di un palco in via di smantellamento, e i cumuli ordinati di rifiuti a ricordare che fino a poche ore prima il capoluogo ha gozzovigliato.
L’altra faccia - quella sporca - sta alla fine del tracciato di rifiuti ai bordi dei marciapiedi e cataste di immondizia a distanze più o meno regolari. Un itinerario di avvistamenti maleodoranti, uno slalom tra cocci e bottiglie scheggiate. Quel che resta di una notte mondana.
Il tripudio della discarica, forse, è piazza Affari. Un campo di battaglia il giorno dopo la battaglia. Sul selciato, gli avanzi di tutta una notte di «abusi», bottiglie di birra come all’«Oktober Fest», vetri frantumati, cassette di legno e di cartone, cataste di sacchi della spazzatura grandi quanto una monovolume. Anche mezza anguria abbondante che ha fatto la notte e fermenta di giorno sui gradini della Borsa.
Cambia la zona, non lo scenario. Piazza Santo Stefano, a pochi passi dall’Università Statale, porta ancora i segni della notte di festa. E solo mezz’ora dopo le sei arriva il camion della nettezza urbana, con due operatori «in servizio dalle due» visibilmente stremati «da una giornata di superlavoro». Alle spalle del Castello Sforzesco, Piazza del Cannone, fra transenne in ordine sparso e detriti di ogni genere, che fa a gara con le discariche di Vizzolo Predabissi o Inzago. Solo, un po’ più in centro.
Meglio in Duca d’Aosta, davanti alla Stazione Centrale, dove il pattume da incuria ordinaria si mischia agli scampoli di una notte «techno trance» sotto il palco allestito da Mtv. In serata, comunque, tutto torna alla normalità. Ripulita dagli eccessi della notte bianca, di nuovo pronta per le «scorie» di tutti i giorni.
E poi Cordusio, Cairoli e Cadorna, San Babila, corso Venezia e Buenos Aires, Ticinese, San Lorenzo e i Navigli. L’Amsa interviene, ma comincia a far buio e la notte bianca lascia ancora il segno. L’alba sudicia del giorno dopo che si trascina fino a sera.

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