Rifiuti, Gentilini scrive a Napolitano e ministri: "Il soldato è un faro di luce, non uno spazzino"

Lettera del vicesindaco di Treviso al capo dello Stato e ai ministri: "Leggo con raccapriccio che i
militari sono diventati spazzini, ho sempre esaltato il
soldato come faro di luce per il popolo italiano sia in guerra
che in pace". E conclude: "Questi provvedimenti infangano la divisa"

Treviso - "Leggo con raccapriccio che i militari sono diventati spazzini, io ho sempre esaltato il soldato come faro di luce per il popolo italiano sia in guerra che in pace". Usa immagini roboanti il vicesindaco di Treviso, l'ex alpino Giancarlo Gentilini, per criticare l’utilizzo dei soldati per risolvere il problema rifiuti a Napoli. Immagini che usa in una lettera indirizzata, tra gli altri, al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e ad alcuni ministri.

I militari come faro di luce Nella lettaera al capo dello Stato, Gentilini esalta il ruolo dei militari e delle varie armi in guerra e pace. "Ma a vedere i soldati - sottolinea il vicesindaco di Treviso - abituati a sfidare il pericolo sotto il crepitare delle mitragliatrici o sotto i bombardamenti o nei campi minati in mezzo al lezzo puzzolente delle spazzature ammucchiate per le vie di Napoli da amministratori incapaci, credo si commetta un sacrilegio". "Mi pare di sentire il suono dei tamburi di guerra - prosegue Gentilini in una iperbole - percossi dalle ossa dei nostri caduti, intonare inni di disperazione, di esecrazione e di rivolta contro questi provvedimenti che infangano la divisa di soldato".