Rifiuti, governo ancora sotto alla Camera

Con il parere contrario del governo, la Camera ha
approvato un emendamento dell’Udc sul termovalorizzatore di Napoli. Il Carroccio ha votato con l'opposizione: "Segnale politico". Votazione invalidata in quanto l’emendamento era "irriferibile al testo". In serata secondo ko, ancora Lega decisiva

Roma - Prima un emendamento della Commissione bocciato dall’Aula, poi un emendamento dell’Udc approvato nonostante il parere contrario di governo e relatore. È bastata la richiesta della verifica "anti-pianisti" per mandare in difficoltà la maggioranza a Montecitorio, durante l’esame del decreto rifiuti. Nel pomeriggio, però, la votazione non è stata ritenuta valida in quanto l’emendamento era "irriferibile al testo" per quanto riguarda quel punto. Ma in serata il governo scivola un'altra volta sui rifiuti. La maggioranza è stata nuovamente battuta in aula alla Camera su un emendamento proposto dall’Idv e presentato dall’Udc all’articolo 11 del decreto sui rifiuti, riguardante la raccolta differenziata, al quale la commissione e il governo avevano dato parere contrario. L'emendamento introduce l’obbligo del concorso pubblico per le assunzioni a tempo determinato del Dipartimento della protezione civile.

Maggioranza battuta Governo e maggioranza sono stati battuti alla Camera durante le votazioni sul decreto legge per l’emergenza rifiuti in Campania. Con il parere contrario di commissione e governo, l'Aula di Montecitorio ha approvato un emendamento presentato dall’Udc sui fondi Cip6 all’articolo sul termovalorizzatore di Napoli. I 38 deputati della Lega Nord hanno votato a favore. Trentotto deputati della Lega hanno votato insieme all’opposizione, così come l’esponente dell’Mpa Elio Vittorio Belcastro. L’Aula è stata sospesa su richiesta del relatore del dl rifiuti, Agostino Ghiglia (Pdl), per valutare il testo dopo l’approvazione di tale modifica che sopprime una parte dell’articolo relativo al deposito dei rifiuti.

Assenze pesanti Nel Pdl erano assenti 25 deputati, mentre 40 risultavano in missione. E anche se quelli in missione abbassano il quorum, la maggioranza non è riuscita ad arginare il risultato del centrosinistra per il comportamento di voto di una parte dei deputati del Carroccio, che hanno votato insieme a Pd, Idv e Udc. Perché se in 38 hanno detto sì, in 11 hanno detto no. Mentre in otto, tra cui il capogruppo Roberto Cota, erano in missione. Nel Pd le assenze erano 31 e i deputati segnati in missione erano quattro. Nell’Idv i parlamentari non presenti in aula erano tre, così come nella Lega, e sette nell’Udc.

Lo strappo del Carroccio "Nel voto sull’emendamento dell’Udc al decreto rifiuti passato in aula alla Camera col parere contrario di governo e commissione, la Lega Nord ha votato con le opposizioni", ha confermato il deputato del Carroccio Guido Dussin. Si tratta, tra l’altro, di un segnale anche in vista dell’emendamento del Carroccio che chiede che una parte dei fondi utilizzati per la risoluzione dell’emergenza siano coperti da Comuni inadempienti sulla raccolta dei rifiuti, al quale, spiega Dussin, "ci era stato detto che sarebbe stato dato parere favorevole e invece non è stato così".

L'annullamento della votazione E' stata annullata la votazione dell’emendamento udc al decreto rifiuti su cui stamattina governo e maggioranza sono state battute stamattina alla camera. La parte del decreto a cui si riferiva l’emendamento era stato infatti già soppresso da una precedente votazione dell’aula. Richiamandosi a sette precedenti di passate legislature, il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha sottolineato che la decisione è stata assunta in seguito a un errore materiale: "L’annullamento della votazione numero 33 - ha spiegato il numero uno di Montecitorio - è un dato di fatto incontestabile, nel senso in cui il testo su cui incideva l’emendamento era già stato soppresso da una precedente deliberazione dell’Assemblea e dunque il medesimo emendamento era stato posto erroneamente in votazione. Non si tratta quindi di un ripensamento circa l’emendamento, in ragione dell’esito della votazione, perchè in questo caso si tratterebbe, in effetti, di un brutto precedente, ma unicamente della presa d’atto di un errore materiale, che credo non possa essere addebitato ad alcuno".

Il secondo ko "La Lega ha votato nuovamente con l’opposizione". Lo riferisce Mauro Libè (Udc), lasciando l’Aula dopo che il governo è stato battuto su un emendamento dell’Idv. "Il Carroccio ha votato con noi, con l’Idv e con il Pd". Già questa mattina il governo era stato battuto su un emendamento dell’Udc, sempre grazie ai voti della Lega.