Rifiuti, guerriglia a Terzigno: 20 feriti Pietre, molotov e camion bruciati

Nuovi scontri dopo il vertice a Roma in cui è stata confermata la realizzazione della nuova
discarica di Cava Vitiello. Cariche anche in tarda serata. Vertice a Palazzo Chigi sull'emergenza. Guerriglia: <strong><a href="/video/terzigno_notte_sangue_e_guerriglia/id=terzigno_battaglia">video</a></strong> - <strong><a href="/fotogallery/terzigno_scontri_notte/id=2475-foto=1-slideshow=0">foto</a></strong>. Scontri: feriti 20 agenti e un manifestante. Bruciata una bandiera italiana. Chiuse le scuole a Boscoreale. Il capo della polizia Manganelli: &quot;Avanti anche con la forza&quot;

Napoli - Terzigno e Boscoreale in fiamme: è rivolta. Con nuovi scontri, attacchi dei manifestanti contro i camion che trasportano i rifiuti, cariche della polizia, feriti. Durati dalla notte scorsa e proseguiti tutto il giorno. Anche in tarda serata, preannuncio di un'altra notte difficile. Ci sono state nuove cariche, ripetuti lanci di lacrimogeni, lanci di pietre e petardi da parte dei manifestanti. Tre persone sono state portate via per essere identificate.

I compattaori bruciano nella protesta dei residenti che si oppongono all'apertura della seconda discarica dei rifiuti. A fianco alla Sari è stata "inaugurata" anche Cava Vitiello. Tra i lanci di sassi, le molotov e gli scontri tra i cittadini e la polizia. Con incidenti diffusi (le vetrine rotte nel centro di Boscoreale e il tricolore bruciato in piazza) e una appendice a Roma. Dov'è stato ricevuto il sindaco di Terzigno, Auricchio, che ha ricevuto assicurazioni dal governo. Il premier Silvio Berlusconi ha convocato un consiglio dei ministri straordinario dedicato proprio all'emergenza rifiuti di Napoli e della seconda discarica che i residenti non vogliono. E la città soffoca sotto 1.400 tonnellate di immondizia ancora da smaltire. A dimostrazione dell'incapacità delle amministrazioni locali di risolvere il problemanell'ambito della provincia di Napoli.

Rivolta a fuoco Cinque autocompattatori che avevano sversato rifiuti nella discarica Sari sono stati bruciati nella zona di via Passanti a Boscoreale. Altri tre sono stati danneggiati. I mezzi, scortati dalla forze dell'ordine sono stati colpi da lanci di pietre e altri oggetti. Gli autisti sono scesi e sono scappati via. I mezzi sono stati accerchiati da centinaia di manifestanti che vengono ora caricati dalla polizia. In più un Punto, senza persone a bordo, appartenente alle forze dell'ordine, è stata data alle fiamme da alcuni manifestanti che si trovano alle strade d'accesso che portano alla discarica.

I feriti Sono 20 gli agenti contusi nel corso degli scontri. Otto sono poliziotti del reparto mobile di Bari giunti in appoggio e 12 di quello di Napoli. Tra i feriti ci sarebbe anche un manifestante e un agente colpito all'occhio nella sassaiola. Voci, per il momento senza conferma, riferiscono di una persona rimasta ferita, forse investita durante gli scontri che si sono verificati in via Passanti a Boscoreale tra manifestanti e forze dell'ordine al passaggio degli autocompattatori che avevano sversato rifiuti nella discarica di Terzigno.

Bruciato il tricolore e assalto alla polizia Alcuni manifestanti hanno bruciato una bandiera italiana in piazza Pace, mentre il pennone del Comune il tricolore è stato abbassato a mezz’asta ed è stato esposto un drappo viola tra gli applausi della folla presente. C’è stato anche il lancio di qualche molotov contro la polizia che stava scortando alcuni compattatori che avevano scaricato il proprio carico di rifiuti nel sito dell’ex cava Sari a Terzigno. Non solo sassi o oggetti contundenti, quindi, ma anche bottiglie incendiarie contro le vetture di servizio utilizzate dagli agenti per scortare i camion carichi di immondizia.

Chiuse le scuole per due giorni Il sindaco di Boscoreale, Gennaro Langella ha firmato un’ordinanza con la quale dispone la chiusura per due giorni delle scuole cittadine. Un provvedimento adottato per motivi di ordine pubblico alla luce delle forti tensioni legate alla protesta contro la discarica di Terzigno . 

Il sindaco di Terzigno da Berlusconi "Sono venuto qui, nessuno mi ha chiamato. Voglio incontrare il presidente Berlusconi per capire cosa è successo ieri", dice il sindaco di Terzigno. Domenico Auricchio, primo cittadino della località campana si è presentato alle 9.30 per incontrare il premier a Palazzo Grazioli e "trovare una soluzionèe"per l’emergenza rifiuti. "Berlusconi mi disse 20 giorni fa che avrebbe trovato la soluzione per la seconda discarica, me lo aveva promesso il giorno del suo compleanno", ha aggiunto Auricchio.

Vertice di governo Per risolvere la nuova emergenza rifiuti a Napoli e in Campania il presidente del Consiglio ha fissato una riunione d'urgenza alla quale prenderanno parte il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, il sottosegretario alla Protezione civile Guido Bertolaso, il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, e i ministri dell'Economia, dell'Interno e dell'Ambiente.

Il primo cittadini di Boscoreale: "Ha vinto la camorra" E proprio con l’annuncio della apertura della seconda discarica a Terzigno "ha vinto la camorra". Il sindaco di Boscoreale , Gennaro Langella, tuona: "Siamo noi i camorristi? O lo è chi vuole l’apertura di questa discarica? Ma avete idea di quali interessi, delle somme economiche che gireranno attorno a questa discarica?". "Sicuramente - conclude Langella - è gravissimo che le istituzioni si siano rese complici di tutto questo".

L'assessore di Napoli Rimane grave la situazione dei rifiuti in centro a Napoli, "anche se siamo riusciti ad effettuare comunque più della metà della raccolta ordinaria". A spiegarlo è l’assessore all'Igiene del Comune di Napoli Paolo Giacomelli, che spiega come "nel corso della notte i mezzi dell'Asia hanno potuto sversare 750 tonnellate di rifiuti a Chiaiano e 150 a Terzigno. Altre 250 tonnellate circa sono a bordo dei camion in attesa di accedere alla discarica, mentre passa a 1.400 tonnellate la quantità di materiale giacente nelle strade cittadine".

Il blitz degli agenti a Terzigno Il blitz è stato condotto con una quarantina di mezzi blindati ed oltre 200 uomini tra agenti di polizia, carabinieri e guardia di finanza che a piedi, in assetto antisommossa, impugnando manganelli e scudi, hanno stretto d'assedio tutte le zone circostanti e inseguito i dimostranti. Numerose le cariche e i lanci di lacrimogeni: alcune persone sono state raggiunte e bloccate all'interno di un deposito di bibite. "Perché mi picchiate, non sto facendo niente?", ha detto una ragazza piangendo a un gruppo di agenti che l'ha circondata. Gli uomini delle forze dell'ordine sono avanzati alla ricerca degli ultimi manifestanti, mentre i blindati percorrevano la via Panoramica a forte velocità per inseguire chi scappava. Due persone, una donna e un ragazzo, sono stati fermati e successivamente rilasciati. Altre tre hanno riferito di essere rimaste contuse negli scontri.

Scontri nella notte L'attacco, con veri e propri corpo a corpo in alcuni casi, è arrivato al termine di una serata di altissima tensione. Un gruppo di giovani con il volto coperto da sciarpe ha lanciato grossi petardi, razzi, pietre e, secondo quanto riferito da alcuni testimoni, due molotov rudimentali nei confronti dei blindati della polizia a presidio della strada di accesso alla discarica. Gli agenti hanno risposto con un ripetuto lancio di lacrimogeni, che sono caduti in mezzo alla folla. Sono stati momenti drammatici, con gente che scappava alla ricerca di un riparo, provocando momenti di panico. Nella fuga qualcuno ha rovesciato e bruciato un'auto, sembra appartenente alla polizia. 

Il via libera alla seconda discarica A scatenare la nuova ondata di proteste era stata la decisione dei parlamentari del Pdl campano, insieme con il governatore Stefano Caldoro e i presidenti delle Province di Napoli, Avellino e Salerno, Cesaro, Sibilia e Cirielli, di dare il via libera alla seconda discarica nel Parco nazionale del Vesuvio, in località Cava Vitelli. Si tratterebbe del più grande sversatoio d'Europa. Un via libera che non è affatto andato giù ad amministratori locali (il sindaco di Boscoreale, Gennaro Langella, si è dimesso dal Pdl) e alle popolazioni, che denunciano i gravissimi disagi già provocati dalla prima discarica aperta, la Sari, che sarebbe causa dell'inquinamento delle falde acquifere e dalla quale provengono da mesi miasmi insopportabili. Alla fine della "battaglia", a terra restano detriti di ogni genere, nell'aria la puzza insopportabile della discarica.

Manganelli: "Avanti anche con la forza" "C’è rammarico per il fatto che temi che altri soggetti sono chiamati a risolvere trovino in un ruolo di supplenza le forze di polizia", ha detto il capo della polizia, Antonio Manganelli, commentando gli scontri di questa notte. "Noi non siamo certo nemici di chi manifesta, facciamo il nostro lavoro - ha continuato Manganelli - noi continuiamo a fare quello che siamo chiamati a fare: lì si deve sversare e lo consentiremo anche se questo costa l’uso della forza". "Raccolgo però - ha sottolineato - il rammarico dei miei uomini che tutte le sere fanno una battaglia. Dispiace che questo sia diventato un problema di polizia e che un’area geografica consolidi sentimenti di ostilità verso le forze dell’ordine, ma noi non siamo certo nemici di chi manifesta".