Rifiuti, l’Europa bastona il governo

Bruxelles avverte: "Basta con l’alibi camorra, adesso occorre che la politica assuma le proprie responsabilità. Pronti a dare altre multe a Roma"

Roma - "Le continue violazioni della normativa europea in Campania devono finire!". Incurante delle non troppo sommesse proteste di Napolitano ("C’è forse un rilievo forse eccessivo in Europa alla questione...") Stavros Dimas, commissario Ue all’ambiente entra a piedi uniti nel dibattito col discorso tenuto ieri a Strasburgo in cui ha accusato il nostro Paese di una lunghissima serie di inosservanze confermate da "ripetute condanne da parte della Corte Europea di Giustizia".

Nell’aula dell’Europarlamento, il "ministro" greco del governo Barroso fa sapere che sono ormai 100mila le tonnellate di spazzatura che appestano Napoli e le città vicine e rileva in modo grave "la profonda preoccupazione" dell’Europa "per le disastrose implicazioni sulla salute dei residenti locali e per l’ambiente dello smaltimento illegale dei rifiuti". Annuncia che a poco o nulla è servito il decreto legge del governo Prodi emanato a maggio scorso e che anche i nuovi provvedimenti annunciati l’8 gennaio scorso sono da controllare. Perché, stando a quel che si è fatto sapere da Roma, possono costituire un passo nella giusta direzione, ma sono da concretizzare e soprattutto sono da accelerare al massimo "visto che resta cruciale il tempo di applicazione per queste azioni, che devono essere immediate".

Sono una serie di schiaffoni sonori indirizzati a Roma (palazzo Chigi in primo luogo, ma a quanto par di capire anche verso il Quirinale che tentava di sminuire il problema), ma anche e soprattutto verso Napoli. Dimas dice senza peli sulla lingua che la commissione è prontissima "a portare avanti le sue procedure contro l’Italia" se il problema non verrà affrontato e risolto. Invita a "copiare" esempi che certo non mancano a cominciare proprio dall’Italia e - in particolare - dalla Regione Lombardia. Ma evita di affondare troppo il coltello, davanti a chi (come la Muscardini e la Poli Bortone, di An) gli chiede una indagine immediata dell’Olaf sulla sorte dei quattrini versati proprio alla Campania per anni e anni in modo che si dotasse di un sistema di smaltimento dei rifiuti.

Magari ha preferito prender tempo per verificare se le ultime promesse di Prodi avranno seguito concreto. Certo non si è tirato indietro rispetto alla richiesta di Marco Pannella di "essere durissimo", né ha escluso - come sollecitatogli da Gargani (Forza Italia) - che commissione ed Europarlamento possano aprire una inchiesta sui fondi comunitari concessi e finiti chissà dove.

Niente voto, comunque, sull’argomento. Il centrosinistra italiano a Strasburgo si è mobilitato per evitare un confronto che rischiava di poter perdere, e di brutto. Del resto negli interventi in aula - parecchi i nostri eurodeputati che hanno preso la parola - si è potuta verificare chiaramente la differenza delle posizioni: il centrodestra ha premuto a lungo sulle responsabilità di Bassolino, prima sindaco e poi governatore. Il centrosinistra ha preferito evocare anni di guasti, finendo per prendersela con la camorra, le imprese (la diessina Napolitano ha esplicitamente citato l’Impregilo, dicendo che la colpa dei politici è stato "fidarsi dell’azienda") e la malasorte.

In sede di replica Dimas ha detto di augurarsi che "la gestione di questa crisi" possa portare l’Italia a concretizzare anche in Campania «una vera e propria politica della gestione dei rifiuti», ma ha tenuto a far presente che la Ue non si limiterà all’auspicio che le cose vadano a posto, ma sorveglierà che le promesse non restino solo sulla carta. Ferma restando la possibilità che, qualora a Roma perdano ulteriore tempo, l’Italia possa essere nuovamente sanzionata con nuove, pesanti multe. Avvertimento che a palazzo Chigi, in serata, hanno detto di aver preso sul serio: "Stiamo lavorando", hanno precisato gli uffici di Prodi, tenendo anche a far presente come, contrariamente a quanto affermato dal commissario, non ci siano "rischi sanitari".