Rifiuti, la Lega: sì al dl se la Campania rimborsa i soldi

La Lega è pronta a fare le barricate sul decreto se non verrà
recepito l'emendamento che
chiede che la Regione ripaghi tutto entro 20 anni

Roma - La Lega è pronta a fare le barricate sul decreto rifiuti in discussione alla Camera e minaccia di non votare il provvedimento se non verrà recepito l'emendamento, firmato da tutto il gruppo del Carroccio, che chiede che la Campania ripaghi entro 20 anni i soldi spesi per l'emergenza. "Per noi è un problema politico che abbiamo posto al governo e sul quale ci aspettiamo una risposta", spiega un autorevole esponente della Lega che rilancia: "Ripresenteremo per l'Aula l'emendamento che ci è stato bocciato in commissione e vogliamo vedere se passa, in fondo è la nostra unica richiesta".

Insomma, riassume il segretario del gruppo, Claudio D'Amico, "voteremo a favore della conversione in legge del decreto rifiuti soltanto quando vedremo nero su bianco che i 450 milioni di euro che lo Stato spenderà nel giro dei prossimi tre anni saranno rimborsati dalla Campania". Perché, attacca anche il vicepresidente dei deputati del Carroccio, Marco Reguzzoni, "siamo disposti a discutere tecnicamente del provvedimento ma deve passare il concetto della responsabilità, che è un cardine del federalismo". Intanto, proprio per dare un segnale su questa richiesta, il Carroccio si è astenuto sul parere al provvedimento in commissione Bilancio, incaricata di valutare le coperture del decreto.

Un atteggiamento condannato dal Pd. Si tratta, infatti, per il vicepresidente della commissione Ambiente, il democratico Salvatore Margiotta, di una posizione "strumentale e faziosa, con un inaccettabile intento punitivo nei confronti del Mezzogiorno e dei suoi cittadini". In più, sottolinea l'Idv con Antonio Borghesi, "l'astensione della Lega è segno evidente di una già visibile sfaldatura all'interno del governo".

Questa mattina la commissione Ambiente di Montecitorio ha licenziato il testo per l'Aula con l'astensione di Pd, Idv e Udc. Il testo però potrebbe subito tornare in commissione visto che il governo varerà domani un nuovo decreto legge sullo stesso argomento che, con tutta probabilità, verrà presentato martedì come 'maxiemendamento' al provvedimento licenziato oggi. Un decreto 'a perdere', secondo la stessa procedura seguita per il provvedimento su Alitalia votato ieri alla Camera. E sulla procedura utilizzata dal governo l'opposizione ha molto da ridire. "Si tratta di un pasticcio procedurale - denuncia la capogruppo del Pd in commissione Ambiente, Raffaella Mariani - e non tiene conto del nostro contributo costruttivo. Non è la prima volta che il governo aggiunge decreti a decreti sulla stessa materia non permettendo alle commissioni parlamentari di lavorare conoscendo nell'interezza gli atti del governo". "E' un gran pasticcio - commenta anche il ministro ombra dell'Ambiente del Pd, Ermete Realacci - una operazione discutibile che in più fa slittare i tempi".