Rifiuti, la Lombardia «tratta» E aspetta il sì su Malpensa

Il Pirellone potrebbe risolvere gran parte dell’emergenza campana, ma chiede garanzie per i lombardi: «Il governo dia segnali»

«Possiamo dare una mano significativa per risolvere l’emergenza rifiuti della Campania». Roberto Formigoni è in grado di mettere la pulizia delle strade di Napoli sul tavolo Milano che si riunisce oggi a Roma. Sarebbe pronto ad accogliere ben più delle seimila tonnellate di spazzatura di cui si discute da giorni. La Lombardia, da un punto di vista tecnico, può risolvere da sola (o quasi) il problema campano. E però è necessario che il governo metta la Regione nelle condizioni politiche di intervenire senza suscitare moti di piazza e senza dare alla Lega l’agio di cavalcarle nei gazebo.
È difficile per Formigoni motivare la scelta di accogliere la spazzatura campana quando dal governo non arrivano aperture verso le richieste di milanesi e lombardi, e anzi l’impressione è di un susseguirsi di atti ostili, dal no alle garanzie su Malpensa al ricorso alla Corte costituzionale contro la legge sull’aria e sul trasporto aereo fino ai nì sul federalismo. La riunione di domani sull’articolo 116 non si annuncia risolutiva e comunque non basta al Carroccio, che chiede una contropartita più concreta, ovvero la moratoria per Malpensa. Il rischio di manifestazioni contro il Pirellone, per giunta cavalcate dalla Lega, è alto, e senza contropartite può diventare ingestibile.
«Prodi si assuma qualche responsabilità per il suo ministro dell’Ambiente» chiede Formigoni, che come antipasto si aspetta una critica esplicita al verde Alfonso Pecoraro Scanio e un riconoscimento politico del buongoverno della Lombardia. Ovviamente attende anche una pietanza più sostanziosa. Oggi a Palazzo Chigi è convocato il Tavolo Milano, nel quale si discute la sorte di Malpensa. E anche se ufficialmente gli slot non sono oggetto di trattativa, un’apertura di Romano Prodi aiuterebbe a far scendere la Lega dalle barricate e permetterebbe a Formigoni di salvare la situazione. L’aria che tira non è delle migliori. «Lavoro per risolvere la questione - spiega il presidente alla vigilia dell’incontro romano - ma è una situazione molto complicata sia sul versante lombardo che campano e romano. Abbiamo chiesto garanzie sanitarie, ambientali ed economiche e non abbiamo avuto risposte soddisfacenti».
Tecnicamente la Lombardia sarebbe in grado di smaltire anche rifiuti non trattati o comunque di differenziarli in loco. Formigoni ha chiesto numeri, tempi e modi ai suoi esperti e ne ha ricavato la convinzione che una soluzione sia possibile e anche di entità massiccia. Le aziende però chiedono anche garanzie economiche, cioè 200 euro a tonnellata e soprattutto la certezza di incassarli. «Nel 2004 la Lombardia ha accolto 1200 tonnellate di rifiuti, smistati a Como e a Trezzo, ma senza incassare una lira dei soldi promessi dallo Stato» ricorda l’assessore ai Servizi di pubblica utilità, Massimo Buscemi.
Al vertice dei partiti della maggioranza di ieri mattina, Formigoni ha cercato di convincere il Carroccio che scalcia. Ma tocca a Prodi mettere qualcosa sul piatto.