Rifiuti, Milano sogna l’«aspirapolvere» svedese Una rete di condotti sotterranei trasporta la spazzatura differenziata a 70 km/h fino alla centrale di smaltimento Il sistema di raccolta, già utilizzato a Stoccolma, potrebbe essere sperimentato nel nuo

nostro inviato a Stoccolma

L’hanno ribattezzato l’«aspirapolvere». Il principio è lo stesso, ma agisce lontano dagli occhi (e dal traffico) due metri e mezzo sotto la superficie e, attraverso un reticolo di tubi di 50 centimetri di diametro, «raccoglie» l’immondizia già differenziata in una centrale posizionata a due chilometri di distanza. Si chiama raccolta pneumatica ed è il sistema con cui Stoccolma sta «seppellendo», è il caso di dirlo, il problema dei rifiuti. Il sindaco Letizia Moratti lo ha visto di persona durante una visita istituzionale nella capitale svedese, lo scorso settembre, ed è così entusiasta che ora vorrebbe inserirlo addirittura nel regolamento urbanistico per i nuovi quartieri che verranno realizzati in città. Il progetto più avanzato è quello delle tre torri di Citylife, ma potrebbe debuttare anche a Garibaldi-Repubblica e, perché no, nella futura area Expo a Rho-Pero. L’assessore alla Mobilità Edoardo Croci, che ieri ha visitato per conto del sindaco gli impianti di Hammarby Sjostad a Stoccolma con il presidente di Amsa Sergio Galimberti, immagina che possa essere sperimentato «anche ai Navigli, quando diventerà isola ambientale».
Il funzionamento del sistema, creato da Envac che collabora con Amsa per introdurlo a Milano, è semplice. A Stoccolma, dove funziona già dal 2000 e serve circa 11mila appartamenti nel quartiere nato come Villaggio delle Olimpiadi 2004 e trasformato poi in quartiere residenziale, si sono dimenticati quei camion della spazzatura che ogni mattina costringono i milanesi ad attaccarsi al clacson o rimanere pazienti in coda finché gli operatori non finiscono di caricare. In pratica, il residente può buttare il sacchetto dell’immondizia in una colonnina di scarico - per la carta, l’umido o la plastica - all’interno del condominio ma anche in quelle posizionate all’esterno, in strada o al parco. Il trasporto dei rifiuti avviene grazie a una potente corrente d’aria, azionata due o tre volte al giorno, che attira alla velocità di 70 km/h la spazzatura nella centrale di raccolta, dove finisce già differenziata all’interno di grossi container. Nel caso di Citylife, dove potrebbe servire 15mila utenti (tra residenti e lavoratori), ma estendersi anche a parte del quartiere fino a piazza Giulio Cesare, il progetto prevede che anche la centrale - silenziosa e senza odori sgradevoli (l’esempio di Stoccolma è la prova) - sia completamente interrata, sotto il parco. Grazie a un percorso dedicato, i camion Amsa arriverebbero dritti a prelevare i container per trasportarli all’impianto di Silla per il trattamento. Il sistema pneumatico esiste già in 600 luoghi sparsi nel mondo, in Italia, Milano farà da capofila. Il presidente di Amsa sottolinea il «risparmio di uomini e mezzi» (ogni giorno l’azienda usa 100 uomini su un terzo della città). Ma «più del risparmio economico - precisa - il vero vantaggio è nella qualità della vita». I costi per l’impianto di Citylife sono stimati intorno ai 5-6 milioni, a carico dei costruttori. Envac assicura che i casi di blocchi sono eccezionali, negli ultimi 4 anni è successo in due impianti su 600, risolti rapidamente. Se l’Expo, afferma Croci, vuol essere «un esempio di tecnologie innovative» l’applicazione sull’area di Rho è quasi scontata.