Rifiuti, a Napoli arrivano gli aiuti lombardi

Nel piano d’emergenza del governo c’è la realizzazione di due
termovalorizzatori. Quello di Acerra sarà completato e gestito dalle ex
municipalizzate di Brescia e Milano. <strong><a href="/a.pic1?ID=262829">La marcia a ostacoli</a></strong> del commissario De Gennaro tra la camorra e i sequestri delle procure

Roma - Sbloccare il cantiere del termovalorizzatore di Acerra ed aprire subito una nuova discarica capiente quanto quella di Serre dove far convogliare i rifiuti una volta che il sito del Salernitano sarà saturo. L’allarme è per fine giugno: per quella data c’è il rischio che la discarica di Serre non possa più accogliere l’immondizia dalle altre province. E allora si rischierebbe una catastrofe pari a quella dello scorso inverno, con migliaia di tonnellate d’immondizia per le strade (sono già 3500 a Napoli).

Il governo prenderà provvedimenti d’urgenza già domani, alla prima riunione del Consiglio dei ministri di Napoli: individuazione immediata di un sito, o più siti, possibilmente presidiati da militari, con la piena disponibilità del ministero della Difesa, e procedura veloce per la riapertura del cantiere del termovalorizzatore di Acerra. La partita dei rifiuti, avrebbe detto il premier Silvio Berlusconi ai suoi collaboratori, è una «sfida» da non perdere. Ieri tra l’altro è arrivato all’Italia l’ennesimo richiamo della Ue, con il commissario all’Ambiente Stavros Dimas: «Le autorità italiane devono agire rapidamente», perché ci sono «alti rischi per la salute pubblica».

Ma la risposta, oltre e prima che all’Europa, va data ai cittadini. Per quanto riguarda la ricerca di luoghi per nuove discariche, si starebbe studiando con attenzione una zona tra l’Irpinia e il Sannio, tra le province di Benevento e Avellino. Dal ministero dell’Ambiente spiegano che sull’argomento c’è «la consegna del silenzio». Ma a quanto si apprende si starebbe valutando anche un piano di bonifica con l'individuazione di altri sei siti: il litorale domizio flegreo, quello di Pianura, Napoli-Bagnoli, Napoli orientale, la zona di Sarno e quella del litorale vesuviano. Oltre 300 milioni di euro possono essere subito stanziati, ma in teoria si può attingere ad altri quattro miliardi di euro già destinati al Mezzogiorno.

Per lo sblocco del cantiere dell’inceneritore di Acerra, invece, l’ipotesi allo studio è la creazione con procedura accelerata di un Ati, un’associazione temporanea d’impresa tra Commissariato e A2A, la controllata dei Comuni di Milano e Brescia tra i leader del settore energetico e dello smaltimento dei rifiuti. «Abbiamo dato la disponibilità - dichiara al Giornale il presidente del consiglio di gestione della utility lombarda, Giuliano Zuccoli -. Toccherà al governo decidere. Siamo in attesa». Nello stesso tempo, sta procedendo la gara per l’assegnazione dell’impianto di termovalorizzazione in provincia di Salerno e si conta di aprire il cantiere nel mese di settembre. Questo significa che entro quattro mesi potrebbero partire i lavori di due strutture fondamentali per la Campania.

Domani in Consiglio dei ministri verrà presentato anche un piano-salute da 10 milioni di euro: sarà attivata subito una rete di 200 medici e pediatri sentinella sul territorio, con un numero verde in funzione da giovedì. Nei giorni scorsi si è parlato di un ruolo per il commissario della Protezione civile Guido Bertolaso, ma avanza anche l’ipotesi di un «negoziatore» con le popolazioni locali nel nome di Barbara Contini, ex governatrice della provincia di Nassirya e ora senatrice. Ad accogliere i ministri ci sarà una città più pulita (ma solo di facciata) e arrabbiata: «reti» e comitati contro la monnezza guidati dall’ex parlamentare del Prc Francesco Caruso hanno organizzato un corteo di protesta. «È necessaria una presa di responsabilità da parte di tutti - dice invece il ministro-ombra dell’Ambiente del Pd Ermete Realacci, al Giornale - e il commissariamento dei Comuni che non svolgono la raccolta differenziata: se le soluzioni del governo andranno in questa direzione, le sosterremo».