Rifiuti, a Napoli ormai è guerra E oggi interviene il governo

Terzigno (Napoli)È Da poco mezzogiorno quando un gruppo di manifestanti stende sull’asfalto una bandiera italiana e poi le dà fuoco. Probabilmente è questo il momento più basso della protesta antidiscarica ideato dai talebani del Vesuvio. Scenario del vilipendio del tricolore è Boscoreale, Comune che confina con Terzigno, coinvolto nella guerra contro l’apertura di un secondo sito, a Cava Vitiello. L’ala dura dei dimostranti, non casualmente ha scelto un luogo simbolo, che dovrebbe ispirare a ben altri sentimenti, per incendiare il tricolore: Piazza Pace, la più importante e amata dalla popolazione locale. Altri manifestanti, non violenti, hanno invece sostituito invece la bandiera dell’Unione europea issata sul palazzo comunale con un vessillo viola listato a lutto. Nastri neri anche sulla bandiera italiana e quella del Comune di Boscoreale.
Come era prevedibile, le tensioni si sono ulteriormente acuite appena mercoledi sera si è saputo che i parlamentari campani del Pdl con il presidente della Giunta regionale Stefano Caldoro avevano deciso di aprire la seconda discarica a Terzigno. E infatti ieri la guerriglia si è allargata su due fronti: Terzigno, come ormai avviene da circa un mese, e Boscoreale. Squadracce di teppisti con i volti coperti dai fazzoletti e dai caschi e armati di bastoni e pietre hanno assaltato alcuni negozi di Boscoreale. Nel migliore dei casi hanno minacciato i commercianti di abbassare le serrande dei loro negozi e unirsi alla protesta oppure andarsene a casa. Nel paese si è scatenato un clima di terrore mai vissuto prima. Centinaia di genitori sono corsi a scuola (elementari e medie) a prendersi i loro figli nel timore che potessero restare coinvolti nella guerriglia. E il panico si è diffuso fino ai Comuni confinanti di Boscotrecase e Trecase. Temendo che i raid arrivassero anche dalle loro parti, i commercianti hanno chiuso i loro negozi. Centinaia di famiglie sono rimaste barricate in casa per paura degli incidenti.
A Terzigno ancora scene di guerriglia no stop. A cominciare dalla notte di mercoledì, quando intorno alle 3 sono stati lanciati razzi e botti contro polizia, carabinieri e finanzieri. Le cariche delle forze dell’ordine sono state durissime. Centinaia di manifestanti sono stati inseguiti e qualcuno anche percosso. Per disperdere la folla sono stati lanciati candelotti lacrimogeni che hanno finito per provocare, in qualche caso, disagi anche agli stessi uomini in divisa. Nel cuore della notte, due auto sono state date alle fiamme, una della polizia.
Ancora più grav il bilancio degli incidenti avvenuti nel primo pomeriggio di ieri. Centinaia di dimostranti hanno assaltato gli autocompattatori in uscita dalla discarica Sari. Sassi, bottiglie contro i mezzi. Venti poliziotti sono finiti all’ospedale, otto blindati sono stati seriamente danneggiati, cinque autocompattatori sono stati dati alle fiamme e altri tre sono stati semidistrutti dai dimostranti. Notizie di manifestanti feriti non ne sono pervenute ma è noto che in circostanze simili chi subisce dei danni fisici non gravi evita di andare in ospedale per evitare di finire nelle maglie della giustizia.
Per oggi il presidente del Consiglio Berlusconi ha indetto una riunione d’urgenza, per trovare la soluzione alla nuova emergenza rifiuti con i ministri dell’Economia, Tremonti, dell'Interno, Maroni, dell'Ambiente Prestigiacomo, i sottosegretari Letta e Bertolaso e il presidente della Campania, Caldoro. Il premier ha già incontrato il sindaco di Terzigno, Domenico Auricchio (Pdl). «Lasciamo lavorare il presidente. Non voglio dire nulla di più ma sono fiducioso che nel corso del Consiglio dei ministri sarà trovata la soluzione giusta. A Berlusconi ho riferito quello che sta accadendo, che la gente è stanca».
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