Rifiuti, Napolitano: "Sono allarmato" Bassolino insiste: "Non mi dimetto"

A Pianura altri quattro bus e tre camion dei rifiuti dati alle fiamme e utilizzati per bloccare le strade: la protesta non si ferma. In città appesi una ventina di manichini impiccati con i nomi di Iervolino e governatore Bassolino. Il Capo dello Stato: "Il governo prenderà iniziative". Calderoli: "Servono le teste di cuoio"

Napoli - Quattro autobus dell’Anm, l’azienda di mobilità napoletana, sono stati incendiati nel corso della notte in via Montagna Spaccata, una delle strade che conduce alla discarica del quartiere Pianura, a Napoli. I quattro mezzi erano stati assaltati nella serata di ieri e messi di traverso lungo la via per impedire il passaggio. Questa notte le ruote sono state forate e i mezzi dati alle fiamme. Numerosi i blocchi stradali. In tutta la provincia di Napoli continua l’emergenza roghi: 40 gli interventi dei vigili del fuoco sui rifiuti dati alle fiamme.

Manichini impiccati Nella notte sono stati sistemati per le vie della città 21 manichini, impiccati, con il nome del sindaco partenopeo Rosa Russo Iervolino e del presidente della Regione Campania Antonio Bassolino. I manichini, ritrovati appesi ai pali della luce e agli alberi, sono stati sistemati nel tratto di strada tra piazza Garibaldi e piazza Nicola Amore, lungo il centralissimo corso Umberto, sede dell’università. I manichini erano in pantaloncini e maglietta ed al collo avevano appeso dei cartelli con scritte contro la gestione dei rifiuti da parte del sindaco Rosa Russo Iervolino e il malgoverno della Regione guidata da Antonio Bassolino. La protesta-choc sarebbe stata organizzata da alcuni esponenti di Alleanza nazionale: a ognuno è appeso un manifesto listato a lutto per stigmatizzare l’emergenza rifiuti (con lo slogan "Addio a ’stu munno ’e munnezza!") e altri problemi della città. Tra l’altro, uno dei manichini impiccati è stato posizionato nei pressi dell’abitazione del sindaco. Inoltre un manifesto attacca il premier Romano Prodi e un altro tira in ballo il Guardasigilli Clemente Mastella. E a sorpresa, la protesta-choc scuote e trova l’appoggio di molti commercianti e residenti del centro storico.

Napolitano allarmato "Sono allarmato, non sono preoccupato per la situazione dei rifiuti a Napoli". Così il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, risponde ai cronisti uscendo da un bar della piazzetta di Capri. "Penso che il governo prenderà un'iniziativa al massimo livello. Io - continua il Capo dello Stato - mi sono trovato d’accordo con il presidente del consiglio, il ministro degli Interni e dell’Ambiente che ci sia una assunzione di responsabilità precise per sbloccare questa situazione".

Camion bruciati Continuano le intimidazioni alla ditta responsabile dei lavori di rimessa in opera della vecchia discarica di Contrada Pisani, a Napoli. Secondo quanto si è appreso da fonti della prefettura, tre camion dell’impresa sono stati bruciati. L’azienda ha rinnovato la richiesta di assicurazioni per poter proseguire i lavori. Se l’intervento della ditta non sarà ancora interrotto entro 24-36 ore la discarica di Pianura-Contrada Pisani potrebbe entrare in funzione ed accogliere le decine di migliaia di ecoballe che sono al momento stoccate in depositi provvisori.

Discarica danneggiata Durante la notte alcuni manifestanti sono riusciti a infiltrasi nell’area scelta come sito di stoccaggio dei rifiuti della contrada Pisani di Pianura a Napoli e hanno sabotato le pale meccaniche, ora fuori uso. In particolare sono stati rotti i tubi idraulici delle attrezzature meccaniche, mezzi utili a spianare il terreno, che si trovano sul posto dall’alba di ieri, quando hanno raggiunto il sito inviate dal commissariato di governo per l’emergenza rifiuti in Campania. Chi è riuscito a intrufolarsi nell’area ha probabilmente attraversato un sentiero del vicino Parco degli Astroni: a mettere in difficoltà la struttura commissariale, il fatto che esistano diverse vie d’accesso al sito individuato per risolvere l’emergenza campana, situato tra i comuni di Quarto, Pozzuoli e Napoli.

Calderoli: "Servono le teste di cuoio" "Finalmente il fetore dei rifiuti ha raggiunto il Quirinale, o Capri, e finalmente il presidente della Repubblica si è svegliato e si è detto allarmato per l’emergenza che si è venuta a creare a Napoli. Ci si aspetta però risposte dal governo, che avrebbe dovuto determinare lo scioglimento, già da tempo, del consiglio regionale della Campania e il commissariamento del comune di Napoli, ma evidentemente in materia è più facile che intervenga Bruxelles che il governo italiano. Presidente, in quanto capo delle forze armate, invii i reparti speciali dell’esercito a Napoli per risolvere questa emergenza, dare una calmata agli agitati e una regolata agli amministratori locali". Lo afferma il vicepresidente leghista del Senato, Roberto Calderoli.

Bassolino: "Non mi dimetto" "Se lasciare il mio incarico avesse contribuito a risolvere positivamente la questione l’avrei già fatto". Respinge le richieste di dimissioni il presidente della Regione Campania Antonio Bassolino nel corso di un incontro con la stampa. Subito dopo ha aggiunto: "Ma vorrei che qualcun altro, in queste ore, avvertisse il peso della responsabilità. La mia colpa è stata, come commissario dell’emergenza rifiuti, quella di non essere riuscito ad attivare i termovalorizzatori. È evidente che c’è stata una corsa contro il tempo dal 2000 a oggi dopo che le diverse discariche, nella Regione, avevano iniziato a chiudere. Noi abbiamo attivato sette impianti di Cdr, manca il passaggio del termovalorizzatore e non ci si è riusciti anche con altri commissari che avevano poteri ben più forti di me rispetto all’ordine pubblico". Per rispondere, comunque, a Bruxelles "c’è tempo" continua Bassolino. Il "metodo" è quello di "aprire discariche, dare il là ai termovalorizzatori".