Rifiuti, via alla nuova discarica E a Terzigno è ancora guerriglia

NapoliLa notizia è arrivata nella tarda serata di ieri: la discarica di Cava Vitiello, a Terzigno, aprirà. La decisione è stata presa in un ufficio della Camera a Roma, dove si sono riuniti i parlamentari campani del Pdl, il governatore Caldoro ed i presidenti delle Province di Napoli, Cesaro, Salerno, Cirielli e Sibilia, Avellino. In sostanza i vertici del Popolo della libertà campano, nonostante i mugugni interni hanno deciso di applicare la legge. «L’unica strada è il rispetto della legge e questa prevede la realizzazione della nuova discarica di Cava Vitiello, una discarica controllata e sicura in grado di garantire la massima tranquillità alle popolazioni residenti, migliorando radicalmente la situazione attuale». E come ampiamente prevedibile, la notizia che Terzigno avrà una seconda discarica ha provocato ulteriori malumori (per usare un eufemismo) tra gli oppositori alla apertura di cava Vitiello. E infatti poco prima di mezzanotte un gruppo di manifestanti con il volto coperto da sciarpe ha lanciato razzi, petardi e pietre contro gli agenti di polizia che presidiano l’accesso alla discarica Sari. I poliziotti in assetto antisommossa hanno risposto, prima avanzando e poi tornando indietro di fronte all’attacco dei manifestanti, lanciando lacrimogeni.
«Malumori» che anche due notti fa non sono mancati. Infatti, un bus di linea è stato dato alle fiamme dai dimostranti a Terzigno. Mentre il torpedone era divorato dal fuoco è esplosa la guerriglia tra la polizia in assetto antisommossa e i manifestanti che ormai da un mese presidiano la discarica Sari e altri centri del Vesuviano. Gli scontri fortunatamente non hanno provocato feriti.
Ieri il Procuratore di Napoli, Giovandomenico Lepore ha ribadito che dietro la protesta di Terzigno, definita spontanea, non c’è la camorra. Il capo del pm napoletani però non ha escluso il coinvolgimento dei Centri sociali. «Continuo a ribadire che azioni di guerriglia come quelle di questa notte non sono organizzate da forze della camorra ma da altre forze, che quando ci sono situazioni di emergenza, intervengono sempre». E ancora: «Indubbiamente c’è qualcuno che organizza queste forme di violenza perché la popolazione sta manifestando con i rosari e le preghiere e non con la violenza, mettendo le bombe».
Ieri, nonostante i blocchi, nella discarica hanno conferito 31 autocompattatori provenienti dal napoletano. Poco, pochissimo: resta gravissima la situazione rifiuti a Napoli e in decine di centri della Provincia. Centinaia di genitori di Quarto, centro dell’area flegrea, ieri non hanno mandato i loro figli a scuola. Gli edifici erano circondati dai cumuli di rifiuti. Nella cittadina, che conta oltre 32mila abitanti ci sono a terra 300 tonnellate di spazzatura, destinate ad aumentare se i compattatori non riusciranno a conferire a Terzigno. Gravissima la situazione a Napoli. Le strade sono invase da 1050 tonnellate di spazzatura, altri 500 sono chiuse negli auto compattatori, bloccati nei depositi.
Una buona notizia è arrivata ieri al sottosegretario Guido Bertolaso. Il gip presso il tribunale di Roma, Silvia Castagnoli, ha accolto la richiesta di archiviazione presentata dalla procura di Napoli nell’ambito della cosiddetta inchiesta «Rompiballe», nei confronti degli ex commissari straordinari all’emergenza rifiuti in Campania, Guido Bertolaso, Alessandro Pansa e Corrado Catenacci e per il consulente di Pansa, Giovanni Corona, pm della Procura napoletana, indagati per traffico illecito di rifiuti, truffa ai danni di enti pubblici e falso.
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