Rifiuti, la spesa-beffa di Bassolino

La giunta campana promuove un'indagine sulla &quot;percezione&quot; di imprese e cittadini durante l'emergenza immondizia. Il costo: 228mila euro. Nel Salernitano la Comunità montana <strong><a href="/a.pic1?ID=242727">viaggia in Suv</a></strong>. La Liguria finanzia persino il popolo <strong><a href="/a.pic1?ID=242721">atzeco e l'impero Incas</a></strong>

Milano - L’avevano promesso: per i rifiuti stiamo lavorando, faremo qualcosa, lasciateci solo pensare un attimo. E con l’urgenza del caso ecco un drastico intervento della Regione Campania per far fronte alla crisi della spazzatura. Aprire qualche nuovo inceneritore? Un nuovo sito di stoccaggio? Macché. Un bel progetto per studiare attentamente, con l’aiuto di validi esperti esterni, in che modo i campani percepiscano la munnezza fuori da casa loro. Sembra uno scherzo ma è davvero così. Nel bollettino ufficiale della Regione Campania del 18 febbraio 2008 si trova la descrizione dettagliata dell’intervento stabilito, e anche la spesa prevista: 228mila euro, come base della gara pubblica per la fornitura del servizio in questione. Ma per fare che? Appunto, una «Analisi della percezione della qualità del proprio territorio/ambiente durante l’emergenza rifiuti, da parte delle imprese e dei cittadini campani rispetto a quella dei cittadini del resto d’Italia». Ora, non sembrerebbe difficile immaginare come i campani percepiscano le loro città invase dai sacchi puzzolenti. E nemmeno la differenza di percezione tra loro e quella degli altri italiani: i campani, si immagina, saranno leggermente più imbestialiti.
Ma la Regione vuol vederci chiaro, in modo scientifico, anche a costo di spendere 228mila euro. «Bisogna dotare l’amministrazione regionale di una elaborazione - si legge nella determina della giunta - di proposte di indirizzo strategico di comunicazione verso il sistema delle imprese campane e della cittadinanza nazionale». Cioè, capire in che modo convincere i campani e le imprese napoletane che in fondo il problema è tutto di comunicazione, non di igiene pubblica. Una volta «comunicato» bene, il più è fatto. Perché l’importante, certo, è risolvere il problema dello smaltimento dei rifiuti, ma ancora di più capire «il reale danno di immagine prodotto dall’emergenza rifiuti». Eppure anche su questo albergatori, ristoratori e agenzie di viaggio campane avrebbero tante cose da dire agli amministratori della Campania, e pure gratis.
Per il resto può aiutare una sana dieta. Sarà per questo che contestualmente la giunta ha approvato il progetto «Vivi una vita giovane», «per promuovere l’adozione di stili di vita in grado favorire la salute il recupero di abitudini alimentari perse nell’ultimo decennio» e che consentano, anche nell’età adulta e anziana, «una moderata attività fisica e la prevenzione e/o riduzione del danno derivante da comportamenti socialmente negativi come il fumo e l’abuso d’alcol». E anche qui l’impegno della Regione è di tutto rispetto: 276mila euro. Più frutta, più verdura, più ginnastica, cari cittadini, e niente sigarette. Sembra di parlare del Canton Ticino, eppure siamo nella Campania dei rifiuti. Difficile vivere una vita giovane in mezzo a 800mila tonnellate di spazzatura. «È l’ennesima testimonianza di come Bassolino abbia in totale spregio gli interessi dei cittadini - dice il coordinatore dell’opposizione in Regione, Francesco D’Ercole (An) -. Questi incarichi da attribuire a professionisti e società esterne hanno proprio il sapore di prebende elettorali».
Una situazione desolante per i campani, quasi senza speranza dopo tante promesse e commissari straordinari. Da suicidio. Ecco, anche a questo ha pensato la Regione Campania. Visto che nel primo semestre 2007 si è verificato «un alto numero di eventi suicidari» nel comprensorio di Avellino, la Campania ha disposto la creazione di un Osservatorio permanente del suicidio per una spesa complessiva pari a 700mila euro spalmati in tre anni, 300mila subito, gli altri in due «rate» da 200mila euro entro il 2009. L’esecuzione della delibera è datata 29 gennaio 2008. «C’è allarme - si legge nella delibera - per un fenomeno in crescita sia rispetto alla media nazionale sia rispetto a Danimarca, Francia e Germania».
paolo.bracalini@ilgiornale.it