Rifiuti in strada, sei in manette a Napoli La difesa: "Illegittimo"

Sei persone sono state arrestate per aver abbandonato illecitamente su aree pubbliche rifiuti ingombranti. Tra i rifiuti materiale che risulta proveniente da
lavorazioni industriali ma anche mobili da cucina e bombole a gas. La difesa: "La legge è solo per la Campania"

Napoli - Sei persone sono state arrestate a Napoli per aver abbandonato illecitamente su aree pubbliche rifiuti ingombranti, urbani, speciali e solidi, secondo quanto disposto dal decreto legge 172/2008, in vigore da ieri. Tra i materiali illecitamente abbandonati materiale che risulta proveniente da lavorazioni industriali ma anche mobili da cucina, bombole di gas, materiale ferroso e materiale di risulta di lavori edili. Ma la difesa già grida all'incostituzionalità: "La legge si applica solo in Campania"

Il primo arresto per abbandono di rifiuti Per la prima volta da quando è stato approvato dal governo il decreto legge che disciplina il contrasto al fenomeno dell’abbandono di rifiuti ingombranti a Napoli ed in Campania, una persona è stata arrestata per essersi liberata di materiale voluminoso, scaricandolo direttamente in strada. È accaduto a Napoli, nel quartiere Pianura dove, in via Pallucci, i carabinieri del comando provinciale hanno sorpreso Vitale Varchetta, di 32 anni mentre abbandonava sul selciato rifiuti ingombranti, urbani, speciali e solidi. L’uomo, già noto alle forze dell’ordine, si stava liberando di mobili da cucina, bombole di gas, materiale ferroso arruginito e materiale di risulta di lavori edili, sversandoli in una area non autorizzata per tale scarico.

Niente processo per direttissima Il pm della procura di Napoli, Valeria Gonzalez, ha disposto che nei confronti di Varchetta, l’uomo di 32 anni arrestato per aver gettato rifiuti ingomgranti in strada, si proceda con rito ordinario e non direttissimo stabilendo l’udienza di convalida entro i cinque giorni dall’arresto, avvenuto ieri. L’uomo è quindi è a piede libero, nessun provvedimento cautelare è stato adottato nei suoi confronti. "Sembra - commenta l’avvocato Massimo Bruno, che difende Varchetta - un segnale della procura per la quale probabilmente l’arresto debba essere previsto solo in particolari casi di violazione del decreto legge". La possibilità di sollevare una questione di illegittimità costituzionale sarà valutata dallo stesso Bruno nella stesura della difesa del Varchetta. "Appare violato - dice Varchetta - il principio di uguaglianza tra cittadini italiani visto che la norma si applica solo in Campania".

Altri due arresti nel Napoletano Dopo il caso del Varchetta altri due arresti sono stati effettuati a Napoli per l'abbandono di rifiuti ingombranti in strada. Questa mattina, nel quartiere di Poggioreale, i carabinieri della stazione San Giovanni a Teduccio, hanno bloccato due persone. Gennaro Esposito, di 39 anni, e Erminio Beato, di 62 anni, entrambi della zona e già noti alle forze dell’ordine, sono stati sorpresi dai militari in via Brecce a Sant’Erasmo mentre da un furgone Piaggio Porter scaricavano rifiuti urbani, speciali e solidi (buste di plastica, ferro, cartone, plastica, lattine, vetro e altri materiali) sulla strada in un’area non autorizzata per tale scarico. Gli arrestati sono stati condotti nel carcere di Poggioreale.

Il decreto approvato dal governo I tre arresti scattati oggi a Napoli sono previsti dall’articolo 6 del decreto legge 172/2008. "Chiunque in modo incontrollato o presso siti non autorizzati - è il testo dell’art. 6 del decreto legge pubblicato due giorni fa sulla Gazzetta Ufficiale - abbandona, scarica, deposita sul suolo o nel sottosuolo o immette nelle acque superficiali o sotterranee rifiuti pericolosi, speciali ovvero rifiuti ingombranti domestici e non, di volume pari ad almeno 0.5 metri cubi e con almeno due delle dimensioni di altezza, lunghezza o larghezza superiori a cinquanta centimetri, è punito con la reclusione fino a tre anni e sei mesi; se l’abbandono, lo sversamento, il deposito o l’immissione nelle acque superficiali o sotterranee riguarda rifiuti diversi, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da cento euro a seicento euro".