Riflessioni sul popolo genovese

La discussione avviata sul Giornale da alcuni lettori, sull'odierna esistenza di un popolo ligure e, in caso affermativo, se questo popolo può essere considerato una nazione meritevole di indipendenza all'interno del territorio italiano, se esiste una identità ligure ed altre dotte questioni che investono le nostre tradizioni, mi ha fatto sorgere la necessità di esprimere alcune considerazioni su Genova ed i genovesi che da tempo mi corrono per la mente. Molte di queste mie riflessioni potranno forse apparire un poco severe o immeritate ma sono sempre stato convinto che sia meglio dire pane al pane che avvolgere i problemi o le proprie convinzioni in un involucro «politicamente corretto». Premetto che pur nato a Genova, posso essere considerato da taluni puristi un «meticcio». Mio padre, ancorché abbia vissuto a Genova sin da ragazzo, era nativo di Verona.
Io ho sempre abitato a Genova anche se ho passato fuori Liguria la maggior parte della mia vita lavorativa. Proprio per questa ragione avendo un poco frequentato altri «popoli», essendo cioè uscito dall'ambito ligure per molta parte della mia vita, mi ritengo sufficientemente titolato ad esprimere qualche considerazione sul «popolo ligure» ed in particolare su quello genovese.
Non so se esiste più il popolo ligure, credo di no.Forse è esistito. Dall'attuale Catalogna sino alle Alpi Apuane, coloro che abitano questa mezzaluna sulle rive del (...)