Rifondazione alza il tiro: «Il sindaco Cofferati? Un cancro per l’Unione»

Il quotidiano «Liberazione» attacca l’alleato con un articolo in prima pagina: «Spiana la strada a un governo autoritario»

Claudia B. Solimei

da Bologna

L'attacco può sembrare di parte - chi scrive è un prof di quelle scuole comunali che il sindaco ha deciso dovranno fare a meno di tre corsi per mancanza di risorse, è un intellettuale bastian contrario, ex leader studentesco del '77 bolognese che in città ha più critici che fan - ma il palcoscenico è politicamente qualificato: Liberazione, il quotidiano di Rifondazione comunista, partito che siede, anche se a fatica, nella maggioranza di centrosinistra che guida il Comune di Bologna. L'attacco a Sergio Cofferati di Franco «Bifo» Berardi, pubblicato ieri in prima pagina, è senza appello, addirittura apocalittico: parla di una città «tetra» e «ammutolita», di un piano per liquidare Romano Prodi con al centro l'ex numero uno della Cgil, letteralmente di un «cancro bolognese» che «rischia di infettare l'organismo intero», che sarebbe la coalizione dell'Unione e più in generale la sinistra italiana. Questo, secondo l'articolo, il significato inquietante del «laboratorio Bologna»: «Cofferati - scrive - è incaricato di preparare l'eliminazione di Prodi, la sua sostituzione con un governo autoritario e ultra liberista».
La riflessione apparsa ieri sul giornale del Prc è soltanto un piccolo assaggio di un pamphlet intitolato, facendo il verso agli slogan usati da Cofferati in campagna elettorale, «Da Bologna (serie A) a Bologna (serie B)», che gira da qualche giorno per posta elettronica, si trova gratis in qualche locale e librerie della città ma a primavera diventerà il capitolo di un volume edito da DeriveApprodi dal titolo Comunismi. Il testo comincia così: «Ma che succede nella città che un tempo si considerava la vetrina del socialismo dal volto umano? Adesso il socialismo non c'è più, ma anche il volto umano è ricoperto di pustole e cicatrici. Parlo di Bologna, dove da qualche tempo è arrivato un tizio che vuole metterci in riga». E poi, dopo 47 pagine di storia di un anno e mezzo di amministrazione Cofferati, le conclusioni: «Immaginiamo uno scenario: ammettiamo che Prodi vinca le elezioni. Supponiamo che tenti di fare alcune delle cose che si aspetta la maggioranza del suo elettorato: restituire reddito ai lavoratori, ricostruire il sistema pubblico, rilanciare la ricerca e la scuola pubblica. Ma ci sono in Italia le condizioni politiche per fare questo? Quanto può durare il governo Prodi? Ecco delinearsi all'orizzonte un governo autoritario, violento, un governo di insicurezza nazionale. Non vi pare che Cofferati stia lavorando in questa direzione?». Quindi torna a fare capolino uno scenario già lanciato un mese fa proprio dalle pagine del quotidiano di Prc: «Non possiamo escludere che all'inizio del 2006 il sindaco vada a sciogliere la giunta, a lanciare una lista civica securitaria, a convocare nuove elezioni comunali in coincidenza con le elezioni politiche nazionali». Ecco allora spiegata la battaglia legalitaria, le minacce di sgomberi, le provocazioni nei confronti di Rifondazione e dei Verdi, gli attacchi ai lavavetri, la scarsa partecipazione nelle decisioni. Infine, le tensioni con i sindacati confederali, che venerdì sera hanno portato alla storica rottura sul bilancio in discussione da ieri in Consiglio comunale. Dura la reazione della Cgil («l'amministrazione receda dalle sue immotivate chiusure e riprenda il confronto con il sindacato nell'interesse della città»), durissima quella della Cisl: «I partiti di maggioranza dicano al sindaco che il confronto si fa in compagnia, non da soli». Ma anche questo strappo clamoroso, visto il passato sindacale di Cofferati, non sembra destinato a sfociare in una crisi della maggioranza, nonostante i mal di pancia di Rifondazione e Verdi che presenteranno ben 15 ordini del giorno per modificare il documento finanziario proposto. A non nutrire dubbi è lo stesso comandante: «Voteremo il bilancio insieme, questa è la mia previsione» ha assicurato Cofferati.