Rifondazione ancora contro Cofferati «Irresponsabile, fa accordi con An»

Braccio di ferro a Bologna tra giunta e autonomi: centro vietato, ultrà in trincea

da Bologna
Rifondazione dà dell’irresponsabile al sindaco di Bologna Sergio Cofferati e lo accusa di «avere stretto un asse con An»; i Ds rispondono respingendo l’«irresponsabilità» all’autore dell’accusa, il deputato del Prc Daniele Farina, oggi vicepresidente della commissione Giustizia della Camera, ma fino a qualche anno fa portavoce del centro sociale milanese Leoncavallo. Tuttora il leader degli autonomi resta sulle barricate e ora è pronto a essere in piazza Maggiore «con il megafono» anche senza l’autorizzazione della Prefettura di Bologna, che ieri ha ufficializzato il suo no per la Street Rave Parade, la grande parata antiproibizionista in programma l’1 luglio, per la sua decima edizione. Secondo Farina, dietro al divieto della Prefettura c’è il veto politico imposto da Cofferati alla parata in centro, che negli anni passati ha creato disagi crescenti alla città con la partecipazione di decine di migliaia di giovani e il largo impiego di droghe. «Non mi era mai capitato che in un negoziato di questo tipo non ci fosse la rappresentanza del Comune - ha accusato il deputato all’uscita ieri mattina dal palazzo del Governo -. Il sindaco è un irresponsabile».
Cofferati non ha voluto replicare all’onorevole no global. Lo hanno fatto, invece, i Ds di Bologna: «Affermare come fa Daniele Farina di Rifondazione comunista di voler svolgere comunque la manifestazione in piazza Maggiore è da irresponsabile e dimostra uno strano concetto del rispetto delle regole, tanto più inaccettabile se proveniente da un parlamentare della Repubblica italiana, nonché vicepresidente della commissione Giustizia della Camera». In difesa del deputato è intervenuto il segretario locale del Prc, Tiziano Loreti: «Credo che il vero errore lo abbia fatto la Prefettura impedendo una manifestazione politica e creando un precedente pericoloso».
La situazione in città ora rischia di diventare esplosiva: a fronte del divieto, gli organizzatori del Rave, il movimento di massa antiproibizionista nazionale, collettivi e centri sociali hanno annunciato di avere comunque intenzione di esserci l’1 luglio, anche se la decisione definitiva sarà annunciata solo oggi: «Migliaia di noi, ribelli e democratici, consumatori e produttori, occupanti di case e centri sociali, operatori e cooperatori sociali - hanno scritto in un volantino - sabato 1 luglio parteciperanno alla Street parade e travolgeranno questa piccola parte di città ipocrita». Tradotto: Cofferati e i Ds, accusati di «moralismo bigotto», per i quali «la pulizia, l’ordine, la difesa del silenzio sarebbero valori e beni intoccabili». Lo stesso giorno saranno a manifestare in strada anche Alleanza nazionale e Lega, che hanno già ricevuto adesioni da Forza Italia e Udc, dando vita a una catena umana di protesta contro il Rave.
Questa contromanifestazione ha già ottenuto il via libera della Prefettura, scatenando l’ira di Farina: «La pressione congiunta An-Cofferati non ci farà fare la manifestazione in piazza Maggiore - ha dichiarato - e questo è indicativo del livello di libertà che c’è in questa città». Ma per la Prefettura non c’è alcuna cospirazione: «Piazza Maggiore è già occupata dal cinema e dalle impalcature dello schermo - ha spiegato il viceprefetto Matteo Piantedosi -. Fare una manifestazione anche strettamente politica in queste condizioni potrebbe creare confusione». Poi apre uno spiraglio nelle trattative: «Se gli organizzatori ci presentano un progetto di comizio solo politico, con orari precisi, senza musica, allora andrebbe bene un’altra piazza, anche in centro». Perché invece allo stato dell’arte il Rave è relegato in periferia, vicino alla Fiera, dove dovrebbe cominciare, sfilare in corteo con i suoi Tir-discoteca per alcune centinaia di metri e finire con la solita festa al Parco Nord. La Casa delle libertà, invece, è compatta nel chiedere il divieto totale del Rave: «Questa volta ci sono le condizioni politiche per impedire la parata - fa notare il deputato bolognese di An Enzo Raisi -. Con Guazzaloca non è mai stato possibile impedirla perché tutta l’opposizione era favorevole, ma oggi Cofferati è contrario e i Ds anche: è un bel cambiamento».