Rifondazione: «Cofferati è incostituzionale»

Pisapia accusa il sindaco: «Macchè legalità, la sua iniziativa è contro la Carta»

Claudia B. Solimei

da Bologna

La legalità di Cofferati? «Strana, anomala, alla fine incostituzionale: se uno lotta per affermare un diritto costituzionale, non può essere trattato come un delinquente». È netta la critica che ieri Giuliano Pisapia, parlamentare di Rifondazione comunista e avvocato penalista, ha rivolto a quel concetto di legalità di cui il sindaco di Bologna ha fatto ormai il suo cavallo di battaglia, tanto da avere annunciato per il 2 novembre la presentazione di un ultimatum, sotto forma di ordine del giorno, alla sua giunta e alla sua maggioranza. In attesa di quella data, il tema, che a Bologna per il momento si è risolto con lo sgombero di un pugno di romeni senza il paracadute dei servizi sociali e molte affermazioni di principio, come quelle sui lavavetri, ottiene ciò che Cofferati voleva: la ribalta nazionale. Sul tavolo, per il sindaco, la necessità di declinare il binomio legalità-sicurezza da un punto di vista «di sinistra», per non lasciarne l'esclusiva al centrodestra. E che il nodo sia delicato da affrontare, all'interno dell'Unione, lo dimostra il fatto che il segretario dei Ds di Bologna, Salvatore Caronna, accusato di subire le iniziative del sindaco, si è sentito in dovere di puntualizzare: «Furono i Ds al congresso del '99 a porre per primi il tema della sicurezza». Senza rinunciare, poi, a una frecciata al sindaco: «Bisogna proseguire con gli sgomberi e vanno fatti bene, e questo è compito dell'amministrazione».
«Cofferati confonde le battaglie che proprio lui ha sempre fatto per i diritti - continua però Pisapia - con l'illegalità criminale di chi attenta alla sicurezza dei cittadini». E ancora: «Questo problema per la destra si supera con la repressione, per la sinistra con il confronto, il dialogo e la mediazione». Ma il Cinese, criticato anche dalla Chiesa bolognese, ha ricevuto per il momento soprattutto il plauso della Lega e, in parte, anche di An. «Se il sindaco sottoporrà al voto del Consiglio comunale un documento che raccoglie principi condivisibili su un tema caro alla destra - ha dichiarato ieri Enzo Raisi, deputato e capogruppo in Comune di Bologna dei finani - Alleanza nazionale non farà mancare i suoi voti». Anche se poi Raisi attacca il primo cittadino definito "comunicator" e «un populista incapace di gestire il potere ma solo di affascinare l'elettore». E c'è anche chi in Forza Italia si chiede ora: «Ma questo Cofferati, oggi rivincerebbe le elezioni?».
Alle riflessoni di Pisapia, hanno fatto eco ieri quelle di Pietro Folena, già responsabile giustizia dei Ds prima della migrazione verso il Prc: «C'è un grande equivoco semantico sulla parola legalità - ha detto ieri mentre si trovava a Bologna per un convegno - anche i braccianti che occupavano le terre o gli operai che facevano i picchetti erano in condizione di illegalità. Illegale è mettere sulla strada chi ha già difficoltà». Un richiamo evidente, insomma, all'importante passato da sindacalista dell'ex numero uno della Cgil, accusato oggi di avere rinnegato la sua storia e di dimostrare scarsa umanità. Un appello, invece, arriva dall'onorevole Paolo Cento, coordinatore nazionale dei Verdi: «Il sindaco Cofferati dica qualcosa di sinistra o almeno di centrosinistra. Ridurre il principio di legalità a un ordine del giorno ci appare assai poco comprensibile». Ma Cofferati, ormai sei mesi fa, quando gli venne rivolto per la prima volta questo invito, dire qualcosa di sinistra, aveva già risposto: «Legalità è di sinistra».