«Rifondazione demonizza tutto quel dossier Ue non è di parte»

Costa (Dl): «Il documento di Bruxelles è stato preparato da tecnici indipendenti di 5 paesi»

nostro inviato a Torino

Paolo Costa, presidente della commissione Trasporti del Parlamento europeo, ha letto il rapporto De Palacio ieri tra una riunione e l’altra a Bruxelles. Giudizio positivo, ma la vera svolta verso l’alta velocità in Val Susa, secondo l’eurodeputato della Margherita che fu ministro e sindaco di Venezia, è un’altra: il cambio di governo.
La perizia europea è un passo avanti verso la Tav?
«Il primo passo avanti è stato il discorso di Prodi nel confronto tv con Berlusconi: quando gli sono state chieste le priorità in tema di trasporti, ha messo gli indici in croce a indicare gli assi nord-sud ed est-ovest. Segnale inequivocabile che il traforo con la Francia va fatto. Il contributo di Loyola De Palacio è un contributo molto serio per chi vuole ragionare senza pregiudizi, perché toglie di mezzo molte preoccupazioni che si dimostrano eccessive».
A proposito di pregiudizi: non crede che il fronte no Tav si ammorbidisca soltanto adesso che è caduto Berlusconi?
«A essere sincero, spero proprio che il cambio di governo aiuti il dialogo. Non posso immaginare che i pregiudizi resistano a ogni costo, e cadranno davanti a un’informazione utile e corretta. Finita la campagna elettorale, si può ragionare con serietà sul futuro del Paese. In questo senso trovo utilissimo il dossier presentato ieri a Torino al quale bisognerà affiancare una strategia complessiva che riguardi tutte le grandi infrastrutture del Piemonte. Il sì alla Tav dev’essere accompagnato da altre opere».
Intende piscine, palestre, strade, fognature?
«Intendo che, per esempio, si possono promettere tre cose alla gente della Val Susa. Primo, che non si farà il raddoppio dell’autostrada del Fréjus. Secondo, che un elettrodotto sarà spostato. Terzo, che si applicherà la direttiva Eurovignette (che il Parlamento italiano deve recepire) in base alla quale si potranno aumentare i pedaggi sui valichi alpini e tale aumento, tutto o in parte, andrà alle popolazioni locali come compensazione del disagio».
Rifondazione dice che il dossier De Palacio è privo di valore perché redatto da una delle parti in causa.
«Se si vuole demonizzare tutto, allora non si parla più. Quel testo è stato preparato da esperti indipendenti di cinque Paesi, è stato presentato con la massima trasparenza ed è una base di discussione che contiene suggerimenti e raccomandazioni. Non è l’ultima parola».
L’Italia ha già perso molto tempo. Perderà anche i finanziamenti?
«Li perdiamo soltanto se non li vogliamo. Questa infrastruttura, soprattutto l’attraversamento alpino, è considerata la più urgente in tutta Europa. La Spagna sta investendo tantissimo in ferrovie e conviene a tutti che quelle merci non girino attorno alle Alpi ma transitino dalla val Padana. L’interesse supremo dell’Italia è che l’alta velocità in Val Susa si faccia nel coinvolgimento di tutte le parti in causa».
Che cosa deve fare il governo per non perdere i fondi?
«Presentare un progetto definitivo e chiedere i finanziamenti. I soldi sono lì che aspettano».