Rifondazione detta già le condizioni al sindaco

Un referendum su alcune questioni fondamentali da sottoporre agli elettori delle primarie del centrosinistra per dire, in sostanza, al futuro sindaco di Genova e alla maggioranza che lo sostiene: «Ecco cosa si deve fare, altrimenti non ci stiamo». È la proposta-condizione lanciata dal Partito della rifondazione comunista allo schieramento che ha promosso (e, in qualche caso, subìto) la consultazione del 4 febbraio prossimo in cui si dovrà decidere il candidato ufficiale dell’Unione alle amministrative: «Chiunque sia il vincitore - sostiene il segretario provinciale dei comunisti, Bruno Pastorino - dovrà tener conto delle indicazioni dei cittadini per l’elaborazione del programma di governo». Sarà il caso pertanto, sempre secondo Pastorino, che ogni partito o schieramento faccia conoscere i propri progetti. «Noi - aggiunge il segretario provinciale del partito di Bertinotti - abbiamo già le idee chiare. Vogliamo che la gente si esprima su questi quattro punti: la riduzione o la tendenziale inibizione del traffico automobilistico nel centro storico, l’istituzione del registro delle coppie di fatto, l’utilizzo delle telecamere nelle strade e piazze della città, e il ciclo dei rifiuti, anche se - precisa Pastorino - ci sembra che in quest’ultimo caso la questione possa considerarsi superata visto che il governo Prodi è orientato in senso contrario all’inceneritore». In ogni modo, si tratta di quattro proposte («ma ce ne potranno essere di più») destinate a condizionare in modo vincolante il mandato del candidato dell’Unione. Nel frattempo, Rifondazione comunista di batte per vincere, con il poeta Edoardo Sanguineti «che ha già avuto il merito di spostare più a sinistra il dibattito della campagna elettorale. Se poi fosse eletto lui a Palazzo Tursi, tutta Genova ne guadagnerebbe - insiste Pastorino -. È sempre meglio un intellettuale che fa il politico piuttosto che un politico che si atteggia a intellettuale».
Ogni riferimento malizioso a circostanze o persone della politica reale deve ritenersi pienamente giustificato. Eppure non è che ai comunisti non vada bene la diessina Marta Vincenzi, «iscritta», al momento, alle primarie come Arcangelo Merella (a nome dei socialisti dello Sdi) e Michelangelo Trombetta (a nome, folcloristico, del blog di Beppe Grillo). Il partito della Rifondazione comunista è pronto a sostenerla, se uscirà dalle urne di febbraio un verdetto di consenso maggioritario a suo favore. Però, sia chiaro fin da ora che anche Supermarta dovrà uniformarsi alla volontà espressa tramite referendum dagli elettori delle primarie, senza se e senza ma. Assoluta opposizione, invece - «la coalizione deve dire no!» -, nei confronti di altre candidature nell’ambito del centrosinistra, come quella di Stefano Zara, che al di là della persone finirebbero per rappresentare solo «un eccesso di ingerenza da parte del grande padronato e della lobby degli industriali che si muovono con fin troppa disinvoltura oggi qua e domani là solo per tutelare i propri interessi».
In chiusura, un «saluto» del tutto particolare all’amministrazione uscente, e in particolare a Giuseppe Pericu «che ha parlato di programma dell’Unione finora poco convincente. Invece di pensare a una Genova più bella - è l’ultimo siluro di Pastorino -, nello scorso ciclo amministrativo sarebbe stato meglio dedicarsi al sostegno degli strati più poveri della popolazione. A questo, soprattutto, dovrà far caso il prossimo sindaco, per meritarsi il nostro appoggio». Se non è una gabbia, poco ci manca. Intanto Marta Vincenzi replica alla notizia della candidatura di Zara col sostegno di una lista civica ispirata da Riccado Garrone e formata da imprenditori e rappresentanti della società civile: «Chiamerò Garrone per capire cosa lo preoccupa. Abbiamo sempre avuto un buon rapporto. Zara, poi, è un esponente dell'Ulivo e spero che sostenga il candidato dell'Ulivo. Anzi, spero che sia al mio fianco in campagna elettorale come ho fatto io con lui quando si candidò al collegio 10».