Da Rifondazione due no a Cofferati sulla legalità

Claudia B. Solimei

da Bologna

Sembra un anno fa, in scena gli stessi attori, ma la polemica è di oggi: il sindaco Sergio Cofferati, Rifondazione comunista, lo Street Rave Parade. Succede a Bologna in vista della grande parata antiproibizionista, fissata per il primo luglio, che da dieci anni il centro sociale Livello 57 fa sfilare in città. Come un anno fa, quando però non riuscì a bloccare la manifestazione, Cofferati si è appuntato sul bavero la stella di sceriffo: «Chiederò a prefetto e questore di non autorizzare alcuna manifestazione itinerante. Siamo disposti ad attrezzare una zona per una stanziale». Proposta rispedita al mittente dagli organizzatori, spalleggiati da Prc e verdi: «Cofferati è monotono, ripete queste cose da un anno - dice Rosaro Picciolo del Livello - noi non ci stiamo, noi faremo lo Street Rave Parade in centro». Nel caso, ha avvertito il sindaco, l’amministrazione chiederà i danni, che l’anno scorso furono ingenti: il Comune spese 156mila euro per la pulizia dopo il transito dei tir-discoteca della parata, che ogni anno richiama oltre 50mila giovani. Ma il passaggio è soprattutto politico: sullo sfondo c’è la crisi in corso con Rifondazione, già fuori dalla giunta e destinataria di un doppio recente ultimatum da parte del sindaco sui temi della legalità. Rifondazione, pur ribadendo la volontà di rimanere nella maggioranza che governa la città di Romano Prodi, ha rifiutato l’aut aut: «La discussione di questi giorni sta producendo una situazione devastante per la città», ha dichiarato il segretario Tiziano Loreti che ieri sera ha riunito gli organi del partito per mettere a punto un documento di risposta a Cofferati. «Bisogna al più presto convocare un incontro tra i partiti dell’Unione e fare il punto sulle cose fatte in due anni e su quelle da fare ha aggiunto - questa è l’unica condizione per far resistere la coalizione». La segreteria di Rifondazione all’unanimità ieri ha deciso di respingere l’ultimatum («decida se è di lotta o di governo» aveva chiesto Cofferati): rinnoverà la richiesta di avere un assessore e non rinuncerà all’appoggio alle lotte di no global e precari, occupazioni comprese e a partire dal processo di oggi a 29 antagonisti che nell’ottobre del 2004 entrarono al cinema senza pagare il biglietto. Il pm Paolo Giovagnoli, attaccato da Rifondazione, ha contestato loro diversi reati, con l’aggravante di «eversione dell’ordine democratico».