Rifondazione imbarazzata per Giuliani

Un gesto «provocatorio e di profondo disprezzo delle istituzioni democratiche». Così il Cocer dei Carabinieri commenta la decisione del Gruppo parlamentare di Rifondazione Comunista del Senato di intitolare la sede dell' Ufficio di Presidenza del Gruppo a Carlo Giuliani.
Una decisione che l'organismo di rappresentanza dell'Arma ha appreso «con profonda amarezza», si legge in un comunicato, nel quale si sottolinea che Carlo Giuliani «incidentalmente perse la vita a Genova nel luglio del 2001 nel corso del G8, mentre tentava di linciare con un estintore, insieme a un gruppo di violenti facinorosi, mascherati e armati anche loro di spranghe, alcuni giovani carabinieri di leva, già feriti peraltro durante l'aggressione».
Il Cocer, «a nome dei 120.000 militari dell'Arma che rappresenta, reputa l'iniziativa di Rifondazione Comunista un gesto provocatorio e di profondo disprezzo delle istituzioni democratiche, in quanto implicitamente incita i giovani al minor rispetto e alla commissione di azioni violente nei confronti delle forze dell'ordine che quotidianamente con spirito di abnegazione operano a favore dei cittadini per preservarli da qualsiasi forma di sopruso e di prevaricazione. Il Cocer - conclude il comunicato - auspica che l'iniziativa intrapresa dal gruppo parlamentare di Rifondazione Comunista sia revocata».
Intanto, dopo il Cocer, arrivano anche altre reazioni. «Il presidente Napolitano deve intervenire subito per distogliere il gruppo di Rifondazione comunista dalla scellerata decisione di dedicare una sala del Senato a Carlo Giuliani, il giovane no-global morto incidentalmente durante i disordini del G8 a Genova». Lo dichiara il deputato di An, Maurizio Gasparri, che giudica la decisione del Prc «una chiara provocazione che legittima chiunque all'uso della violenza per affermare le proprie idee».
«Al capo dello Stato, comandante in capo delle forze armate - prosegue Gasparri - di certo non sfuggirà che la sua indifferenza su tale intitolazione potrebbe essere considerata come un atto di disinteresse nei confronti dei tanti militari, carabinieri e forze dell'ordine tutte, sempre in prima linea in difesa dei principi di democrazia e libertà, e che per essi sono morti».
«Come si potrebbe conciliare - chiede l'esponente di An - la sua assegnazione in primavera delle medaglie d'oro alle famiglie dei nostri militari caduti in nome della Patria se si lascerà che il gruppo di Rifondazione intitoli un'aula del Senato, quindi un luogo rappresentativo di tutti gli italiani, a chi invece si è posto in atteggiamento ostile e violento contro lo Stato? Quale insegnamento si potrà dare ai più giovani, che potrebbero, con spirito di emulazione, sentirsi legittimati all'uso della violenza ed al totale disprezzo delle istituzioni e delle forze dell'ordine?».
Ma Gasparri non è il solo a chiedere provvedimenti. Filippo Ascierto, responsabile sicurezza di An, protesta perchè «a fronte di una emergenza di criminalità in tutte le città italiane» la finanziaria taglia «fondi alla funzionalità delle forze di polizia. Se a tutto questo ci aggiungiamo anche il fatto che il gruppo parlamentare del Senato di Rifondazione comunista ha intitolato l'ufficio di presidenza del gruppo a Carlo Giuliani, morto mentre assaltava i carabinieri a Genova, il quadro - conclude Ascierto - si può dire completo».
Qualcuno arriva a chiedere l’intervento della terza carica dello Stato. «Questo genere di provocazioni dovrebbero rimanere fuori anche dalle corde di Rifondazione Comunista, tanto più ora che lo stesso presidente della Camera Fausto Bertinotti proviene dalle sue fila». Lo afferma Giuseppe Cossiga, capogruppo di Forza Italia nella commissione Difesa di Montecitorio e cofirmatario, insieme ad altri nove deputati, dell'appello indirizzato al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
«Sarebbe opportuno - prosegue Cossiga - che personaggi di provata fede democratica come Bertinotti e Giordano si pronunciassero con chiarezza su questa vicenda, senza nascondersi dietro una loro mistificata e male interpretata non competenza. Vediamo fino a che punto il presidente Bertinotti sarà in grado di dire che non ne sapeva niente e che si tratta di autonome scelte del partito».
Da sinistra, invece, si comincia a notare qualche imbarazzo. «Anche oggi - afferma il capogruppo del Prc al Senato Giovanni Russo Spena - alcuni esponenti della destra e il Cocer dei Carabinieri hanno rumorosamente criticato la nostra scelta di intitolare a Carlo Giuliani la sala dell'Ufficio di presidenza del nostro gruppo, chiedendo addirittura assurdi interventi d'autorità da parte dei vertici istituzionali. Sarà bene chiarire che in questa decisione non c'era e non c'è alcun intento provocatorio nè offensivo». «È invece assolutamente vero - prosegue Russo Spena - che noi intendiamo fare tutto il possibile per evitare che i fatti di quelle tremende giornate del luglio 2001 vengano dimenticati e coperti da un colpevole silenzio».