Rifondazione, prime crepe Tinelli si mette in lista con Fo

Il consigliere di Prc: «La dirigenza ha un’idea statica di partito». La replica: «Non sa di cosa parla»

«Esiste nella dirigenza milanese di Rifondazione un’idea statica del partito: quella di mantenere la propria percentuale di elettorato e attendere gli eventi, rimandare le discussioni e amministrare la risorsa partito come fosse un condominio». Valutazione di uno che se ne intende: Davide «Atomo» Tinelli ovvero il Prc a Palazzo Marino.
Due mandati da consigliere comunale, un decennio da protagonista in salsa ambrosiana dei fatti e misfatti di Rifondazione. Giudizio che Tinelli fa seguire da una decisione politica, «aderisco alla lista civica guidata da Dario Fo». Passaggio «difficile e sofferto» ma necessario, aggiunge l’ex rappresentate comunale di Rifondazione perché «la lista dei cittadini che si presentano con Fo rappresenta il sentire della sinistra, dei nostri desiderata». Come dire: andare alle comunali insieme al premio Nobel è per Tinelli l’unica soluzione possibile «dopo aver soppesato le soluzioni adottate dalla segreteria, le proposte delle passate regionali, delle recenti politiche e delle imminenti comunali». Annotazioni messe nero su bianco al segretario del partito, Augusto Rocchi.
Ma a rispondere a Tinelli è però il capogruppo comunale uscente di Rifondazione, Gianni Occhi: «Davide potrebbe fare a meno di mettere di mezzo argomenti politici, riguardo ai quali non sa nemmeno di cosa stia parlando, e dichiarare invece apertamente che vuole fare il consigliere comunale a vita, e cerca il modo per farlo. Mi dispiace che, dopo tanti anni, finisca così. Ma anch’io non sono ricandidato: abbiamo uno statuto che pone il limite dei due mandanti e noi ne abbiamo già fatti tre. Tinelli - conclude Occhi - pensa che fare il consigliere comunale sia l’unico modo per fare politica. Io però la penso diversamente». Chiusa che non commenta né quelle settecento firme di elettori del Prc consegnate alla segreteria milanese «per non escludere Tinelli dalla competizione elettorale» né le «alternative» offerte dal Prc ai consigliere uscenti.
«Alternative» che Tinelli sintetizza «in una poltroncina nei consigli d’amministrazione delle municipalizzate, strapuntino rifiutato perché diversamente da altri miei ex compagni di partito credo che non basti avere in tasca una tessera per averne diritto ovvero bisogna esserne all’altezza». Richiamo a un’etica della politica che spinge, quindi, Tinelli a stare con Fo. «Ultimo della lista, naturalmente» e pure contro quei tre candidati - Franz Purpura, Carlo Rutigliani e Vladimiro Merlin - che, secondo i conti della segreteria milanese di Rifondazione saranno gli eletti a Palazzo Marino.