Rifondazione può uscire da Tursi

E se Rifondazione si trovasse senza consiglieri comunali? Il rischio è forte, vista la spaccatura interna al partito ufficializzata con l’esclusione dalle liste del capogruppo in Provincia Aurelio Macciò, troppo vicino al senatore dissidente Franco Turigliatto. Ieri mattina «Sinistra critica», l’ala più «ortodossa» del partito della quale Macciò fa parte, ha urlato il suo dissapunto per la scelta della segreteria nazionale e per tutte le decisioni prese anche a livello regionale senza mai consultare il comitato politico federale, unico organo deputato a fare le scelte. «Non si è mai neppure parlato dell’esclusione di Macciò - attacca Sergio Casanova, membro della segreteria regionale -. Non si è posto neanche il problema delle candidature alle primarie, o della scelta della coalizione, o del programma». E proprio su Casanova, candidato in Comune, verranno fatti convergere tutti i voti di Sinistra Critica, per dare un segnale importante al partito. «Oltre a me hanno escluso altri compagni indicati fortemente dai circoli - aggiunge Macciò -. Ma noi vogliamo essere responsabili due volte, anche per chi non lo è stato». Intende dire che non faranno propaganda per l’astensionismo dei compagni scontenti. Ma punteranno a portare Casanova a Tursi. Un rischio per la segreteria del Prc. Pensando alla conquista di quattro seggi, c’è il concreto rischio che vengano presi da Renata Briano, Walter Massa e Antonio Bruno, tutti a testa della lista di Rifondazione, ma non uomini di partito, bensì rappresentanti di movimenti e associazioni. L’unico tesserato che potrebbe essere sicuro del posto, sembra Racadio Nacini, che però sul ponente è anche espressione dei comitati e potrebbe anche trovarsi di fronte a crisi di coscienza. E se Sinistra critica, che su Genova rappresenta il 22 per cento del partito, riuscisse a piazzare Casanova...