Rifondazione: «Sanità, facciamo come Fidel»

Il punto vero è che la Margherita non ha ribattuto né tantomeno smentito. Perché, invece, che Rifondazione comunista pensi che quello castrista sia un modello da esportare non è poi una grande novità. Storia di un dibattito fra il serio e il faceto. Primocanale l’altra sera, negli studi di Destra&Sinistra si parla di Sanità. Gli ospiti fanno ben sperare quanto a audience. Ci sono, è vero, due sempre pacati e fin troppo educati come Claudio Gustavino il capogruppo della Margherita in Regione e Matteo Rosso il consigliere regionale di Forza Italia. Ma ci sono anche due mastini come Gianni Plinio il capogruppo di An e Marco Nesci il capogruppo di Rifondazione comunista. Deficit-non-deficit, liste d’attesa, il centrodestra a difendere la giunta Biasotti il centrosinistra ad attaccarla e via così come da copione. Nulla di esilarante ma, attenzione, ci pensa Rosso. Che abbandona la timidezza lascia da parte persino la correttezza e coglie la palla al balzo. È andata più o meno così.
C’era stata una pausa fra un round e l’altro e così, chiacchierando, Nesci s’era fatto sfuggire una delle sue: «Ma tanto voi lo sapete, no, che è il modello da esportare è quello del sistema sanitario cubano, che è il migliore al mondo?». Ciò che dice Plinio è irriferibile, Rosso s’incaponisce. Quando si riaccende la diretta decide di non lasciar perdere. E provoca: «Il consigliere Nesci voleva dire una cosa». Nesci tergiversa. Rosso attacca: «Eh no, adesso lei deve dirlo a tutti, ciò che pensa, deve ripeterlo a tutti i cittadini liguri». Punto sull’orgoglio, Nesci non si fa pregare oltre: «Sì, è vero, il sistema sanitario cubano è il più serio ed è a quello che ci dovremmo ispirare». Tutti guardano Gustavino, lui almeno frenerà quella che già si teme diventi un aproposta da sottoporre al centrosinistra. E invece. Silenzio. «Gustavino lei non dice nulla?» chiede qualcuno. Ma no, Gustavino non dice nulla.
In fondo sono ben altre le cose di cui la maggioranza in Regione deve occuparsi. I direttori generali della sanità, per dire, Asl e ospedali. La Margherita, per voce del suo segretario ligure, Rosario Monteleone, ha scandito che vanno sostituiti tutti, trattasi di dare un forte segnale di cambiamento. C’è chi insinua che sia invece solo una crociata per ottenere la conferma di un direttore di Asl di area Margherita, ma Monteleone smentisce indignato. Ecco. In Tv Nesci non si sbilancia sulle nomine, dice che prima bisogna aspettare il piano sanitario allo studio dell’assessore Claudio Montaldo, e insomma «vedremo».
Quanto a Cuba, c’è già chi si domanda se quella di Nesci non sia per caso una delle mosse che il Prc sta mettendo in atto per riconquistare l’amico Fidel. Il dittatore, adirato con il partito di Bertinotti che ha condannato l’espulsione di alcuni giornalisti europei da Cuba, ha subito reso la pariglia. Invitando alla conferenza internazionale sul terrorismo solo il Pdci e l’area più oltranzista di rifondazione, «L’Ernesto». ma chissà se Fidel vede Primocanale.