Rifondazione, verdi, Sinistra democratica e Comunisti italiani accusano il presidente diessino di averli ingannati: «Non repressione ma solidarietà» Rom, Penati fa il «duro» e i compagni lo scaricano La Provincia stanzia 3 milioni di euro contro la c

(...) Un’uscita che non era proprio piaciuta ai «compagni» di maggioranza. Ma lui ieri, come promesso, ha fatto approvare alla giunta di centrosinistra una mozione per stanziare tre milioni di euro per misure anticrimine. Soprattutto extracomunitario. Soldi da destinare a telecamere, nuove tecnologie, straordinari per le forze dell’ordine. Un «fondo per la sicurezza», da affidare al prefetto di Milano, Gian Valerio Lombardi (che sta per essere nominato dal governo commissario straordinario all’emergenza nomadi), e a cui da giorni invita a contribuire la Regione e tutti i Comuni con almeno un euro per abitante. Una decisione, i tre milioni stanziati da Penati, che non è andata proprio giù a cinque assessori di Rifondazione comunista, dei verdi, dei Comunisti italiani e Sinistra democratica. Che, a giunta conclusa, lasciano intendere di essere stati ingannati. Di essersi visti estorcere il voto con l’impegno a bilanciare il milione di euro per la sicurezza, con un altro milione da destinare «alle politiche di integrazione sociale». Un pasticciaccio, dato che la circostanza è assolutamente smentita da Penati che assicura di aver voluto tenere ben distinte le due cose. «Abbiamo votato per alzata di mano - tuona Penati - e tutti i quindici assessori presenti l’hanno alzata. Erano tutti favorevoli al testo. E se qualcuno dice che io l’ho cambiato dopo, sarebbe un fatto gravissimo e se ne assumerà la responsabilità. Se viene leso il rapporto fiduciario tra presidente e assessori, io sono pronto a ritirare le deleghe». Cioè a mandarli a casa.
Ma qualcosa in giunta dev’essere pur successo. Penati avrà pur dovuto far qualche promessa alla sinistra radicale che da giorni (dopo aver coniato un orribile neologismo) maledice le «politiche sicuritarie e repressive» che Penati vorrebbe importare dalla destra e adottare anche nell’unico Palazzo amministrato in zona dalla sinistra. «Qui si votava una delibera sulla sicurezza e sull’ordine pubblico - assicura piuttosto innervosito il presidente -. Ho chiesto che non ci fosse nessuna contestualità con l’impegno a trovare i fondi per l’inserimento degli extracomunitari». Un giallo, dunque, a Palazzo Isimbardi, dove il colpevole per una volta non può essere certo il maggiordomo. Ma gli assessori o il presidente. Perché uno dei due non dice la verità. E comunque tutti cadono vittime dei veleni che in Provincia circolano da tempo. L’inceneritore, i tanti stop alle infrastrutture, la sicurezza i temi su cui ci si accapiglia. «Se il presidente Penati vuol fare tutto da solo - attacca il segretario provinciale di Rifondazione comunista Antonello Patta - e dice o si fa così o non si fa, allora non si fa. E qui non si dura altri due anni». Intanto per domani convoca la maggioranza «per una verifica». «Dichiarazioni irresponsabili - taglia corto Penati - Non ci sarà nessuna verifica perché la delibera sulla sicurezza è stata approvata». E in suo soccorso arriva l’aiuto meno atteso. «Contro il partito dei no - assicura il capogruppo di An De Nicola - siamo pronti a dare una mano al presidente. I nostri voti sono disponibili per dare più sicurezza ai cittadini».