Riforma Bankitalia, più poteri al Direttorio

Le nuove proposte fanno seguito ai rilievi della Banca centrale europea

da Roma

Mandato a termine (cinque anni) anche per il Direttorio della Banca d’Italia, che però assume alcuni poteri finora riservati al governatore. Giulio Tremonti si appresta a portare oggi, in un vertice di maggioranza in cui si discute anche di legge finanziaria, le sue proposte di modifica alla legge sul risparmio, in particolare quelle che coinvolgono l’istituto centrale. Le modifiche riguardano anche le norme sul falso in bilancio, che ritornerebbero a quanto prescritto dalla legge Vietti.
Gli emendamenti preparati dal ministro dell’Economia al ddl risparmio, che riprenderà il suo cammino tortuosissimo alla Camera dopo la conclusione della sessione di bilancio, fanno seguito ai rilievi espressi dalla Banca centrale europea in termini di collegialità. Parte dei poteri finora appannaggio del governatore - la Banca d’Italia è un’istituto fondamentalmente monocratico - verrebbero trasferiti all’organismo collegiale, il Direttorio appunto, composto dal governatore, dal direttore generale e dai due vicedirettori generali. «La competenza ad adottare i provvedimenti aventi rilevanza esterna rientranti nella competenza del governatore, e quella relativa agli atti adottati su sua delega - si legge nella bozza di modifica - sono trasferite al Direttorio. Le deliberazioni del Direttorio sono adottate a maggioranza; in caso di parità dei voti, prevale il voto del governatore». Il Direttorio «paga» questo aumento di potere con l’estensione del mandato a termine per tutti i suoi componenti: per il governatore il mandato è di sette anni (e questa durata era già presente nel provvedimento); per direttore generale e vicedirettori generali, si riduce a cinque anni non rinnovabili.
Come previsto, la bozza Tremonti punta a ripristinare anche le norme sul falso in bilancio che sono state introdotte nella prima lettura del provvedimento a Montecitorio, sulla linea della legge Vietti, e poi inasprite in Senato. In particolare, dovrebbe ritornare il requisito di querela di parte e dovrebbero diminuire i limiti massimi di pena detentiva per il reato di false comunicazioni sociali. I tempi brevissimi concessi dal calendario parlamentare richiederanno il ricorso al voto di fiducia sul provvedimento, sia alla Camera che al Senato. Si riaccende intanto la polemica da parte dei sindacati interni di Bankitalia nei confronti del governatore. I dipendenti di via Nazionale sciopereranno lunedì prossimo contro la gestione del personale da parte dei vertici della banca. Uno dei sindacati, la Falbi, annuncia l’invio a Francoforte di una lettera in cui si chiede alla Bce di pronunciarsi sull’atteggiamento tenuto dal governatore Fazio nella vicenda di presunti regali ricevuti da banche vigilate. Finora da Palazzo Koch non sono giunte smentite ufficiali alle rivelazioni di stampa. «Il regolamento interno degli ispettori vieta loro di accettare alcunchè possa pregiudicare l’imparzialità della loro valutazione», ricorda Omero Papi, segretario del sindacato dirigenti della banca centrale.